Il lato “edu” del web: Google, Amazon &co per la didattica

Il web sembra prendere una direzione sempre più “edu”. Ormai da qualche anno insegnanti, formatori, educatori e professori animano la Rete con la condivisione di materiali, idee,  video lezioni e applicazioni per la didattica sui blog, sui social o su piattaforma dedicate. Tanto vasta è la produzione di contenuti educativi ed il bisogno di “innovare” la didattica attraverso l’uso si strumenti digitali che anche i “grandi nomi” del web si stanno muovendo per creare dei servizi e dare sempre più spazio alle “comunità di apprendimento” formate da studenti e docenti.

Non è solo una questione di “open learning” ovvero di un apprendimento condiviso, gratuito e raggiungibile da qualsiasi persone (il precursore è stato MIT di Boston), nè di reperire risorse didattiche gratuite alternativi ai “libri di testo”, ma è una questione di cambiamento delle modalità di insegnamento e di apprendimento in un mondo sempre più connesso. E quindi, per i “grandi nomi” del web un’occasione da non perdere per ampliare la propria offerta.

  • Google  ha creato Google for education una piattaforma in cui i servizi già presenti in google drive vengono personalizzati per insegnanti e studenti che possono creare “classi virtuali” con i propri studenti e condividere qualsiasi tipo di materiale (slides, documenti,calendari, siti web, chart integrate etc). Ad Aprile 2016 Google for education è stato implementato con una piattaforma Google computer Science Education dedicata al coding e che raccoglie tutti gli strumenti per imparare ed insegnare le basi del coding.
  • Apple fornisce una serie di app e tool per la didattica condivisa, integrabili con i suoi dispositivi, nella sezione Apple/education . Inoltre gestisce la community  ADE “Apple Distinguished Educator”  con un programma di scambio incentrato sull’eccellenza e la leadership didattica in cui educatori ed insegnanti condividono soluzioni, valutano nuove idee, cercano nuovi percorsi, sanno cogliere nuove opportunità e collaborano tra di loro però, soltanto attraverso tecnologia Apple.
  • Youtube ha aperto un canale edu #istruzione  in cui gli utenti pubblicano video utili alla didattica, divisi per livello di apprendimeno (istruzione primaria e secondaria, università, apprendimento continuo) e con relative sottocategorie per materie o interessi. Inoltre vi è anche un canale dedicato ai docenti #Teachers con linee guida per realizzare video didattici accattivanti e gestire un canale educativo alla stregua dei famosi TED.
  • Amazon è entrato nella competizione “edu” solo quest’estate dando il via a Inspire una piattaforma di condivisione di risorse educative, ancora in versione beta e per ora aperta al mondo dell’istruzione statunitense, che imita la schermata di Amazon. Una piattaforma gratuita, basata sull’open education source il cui obiettivo è di convogliare tutti i materiali educativi (prodotti da insegnanti, educatori, ma anche istituzioni) verso un unico “contenitore” superando la frammentazione che caratterizza la condivisione delle risorse didattiche online.

Questi strumenti rappresentano il “lato edu del web”, ma ancora parlano per lo più soltanto inglese. Seguendone le evoluzioni capiremo se avranno una portata di evoluzione realmente mondiale.

 

 

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