Partire dal Don Carlos per…

Vi suggeriamo come partire dall’opera del Don Carlos per approfondire temi e costruire percorsi interdisciplinari

Alcuni punti sono più approfonditi, altri appena accennati, altri ancora probabilmente possono essere inseriti e condivisi nel corso dello svolgersi del progetto.

Conflitto padri e figli, tema delicatissimo che ha in letteratura alcuni grandi riferimenti, anche se difficili.

Un punto di partenza può essere la ricostruzione della famiglia nell’antichità (Egitto, Palestina Grecia) anche attraverso la letteratura. Il tema infatti si presta molto bene ad un’indagine più ampia sulla famiglia e sul rapporto uomo/donna, vero asse dell’educazione dei figli e sfondo del conflitto/incontro fra generazioni.

Alcuni spaccati della vita familiare e del rapporto padre/figlio sono rintracciabili in testi molto noti: si pensi all’Iliade (Ettore e Astianatte), all’Odissea (Ulisse e Telemaco), ma anche all’Orestea di Eschilo, all’Eneide (Enea, Anchise, Ascanio). Questo percorso è ben delineato nel testo di LUIGI ZOJA, Il gesti di Ettore. Preistoruia, storia, attualità e scomparsa del padre, Torino, Bollati-Borighieri, 2000

Nell’antica Roma la prole era tenuta in uno stato di soggezione totale all’autorità del pater familias che aveva la possibilità di accettare o no un figlio alla nascita e manteneva per tutta la vita il potere decisionale di vita o di morte della prole secondo l’idea che “ I figli sono cose in possesso dei genitori”.

Nelle commedie plautine c’è traccia dell’autoritarismo con il quale il pater familias disponeva dei figli: qui spesso è  rappresentato un figlio adulescens che deve ricorrere ai sotterfugi del servus callidus per ingannare un padre che non comprende i suoi desideri e le sue naturali pulsioni. Tale topos letterario si sviluppa anche nelle commedie di autori ben più vicini a noi che prendono Plauto (e la vita) come esempio: basti pensare a Moliére o a Goldoni, ma anche Shakespeare (Sogno di una notte mezza estate, Romeo e Giulietta …)

L’incontro con la cultura greca, di orizzonti più vasti, fa diventare il problema del conflitto generazionale un tema centrale anche delle rappresentazioni teatrali. Nelle sue commedie, e in particolare nell’Adelphe (opera in cui è possibile ammirare il dialogo tra Demea e Milione sul miglior modo di educare i figli), Terenzio si schiera a favore di un’apertura nei rapporti generazionali e di un’educazione meno rigorosa e più rispettosa delle inclinazioni dei propri figli con una concezione assolutamente attuale e che non è stata ripresa, se non con qualche rara eccezione, fino al ventesimo secolo: “Il compito del padre è abituare il figlio a comportarsi secondo la sua volontà e no per timore degli altri, Questa è la differenza tra un padre e un padrone” ( Terenzio – Adelphoe Atto I Scena I ).

Il suggerimento di concedere più libertà ai giovani è presente anche negli scritti di Cicerone che nel suo Pro Caelio prevede di concedere maggiore libertà ai giovani nella certezza che essi sapranno trovare la via della temperanza e della saggezza nella vita adulta, avvalorando la sua tesi con l’esempio di molti uomini illustri.

Nuova svolta epocale con l’arrivo del Cristianesimo, anche in relazione all’Ebraismo: qui il figlio diventa il protagonista (la Bibbia è un serbatoio enorme di testimonianze).

“Dal punto di vista della società, la famiglia nucleare patriarcale si rafforza fino al XIX secolo e  addirittura XX: l’autorità del padre in essa rimane forte fino alla rivoluzione francese; dal punto di vista psicologico, l’immagine del padre, stella celeste che guida queste istituzioni terrestri, tocca invece il punto più alto con l’antichità e da allora subisce un’interminabile serie di contrazioni” (Luigi Zoja)

Interessante sull’argomento P. Ariés, Padri e figli nell’Europa medievale e moderna, Bari, Laterza, 1986, ma anche il noto Vita nel Medioevo di Eileen Power.

Come noto però, la concezione terenziana del rapporto padre-figlio è stata accantonata e le relazioni tra genitori e figli sono state a lungo caratterizzate da una distanza affettiva che le convenzioni, e le convinzioni imponevano e che sfociavano in incomunicabilità e frustrazione reciproche. Significativi esempi di questa condizione sono i `figli incompresi ‘celebri, come Leopardi, Mozart,o nel Novecento Pirandello, Kafka e Gavino Ledda , che l’autore del romanzo Padre padrone:l’educazione di un pastore.

L’amicizia: Rodrigo (Posa) e Don Carlo sono molto amici.

Hermann Hesse, Narciso e Boccadoro

Fred Uhlman, L’amico ritrovato

Andrea De Carlo, Due di due

Khaled Hosseini, Il cacciatore di aquiloni

Louis Malle, Arrivederci ragazzi

Marco Tullio Cicerone, Laelius de amicitia

Antoine de Saint- Exupéry, Il Piccolo principe

Questi sono alcuni (solo alcuni) testi di riferimento che potrebbero essere (debitamente filtrati dai docenti) dei passaggi per affrontare il tema dell’amicizia, un sentimento al quale risulta particolarmente difficile dare una definizione. In ogni caso, è un legame affettivo che nasce fra due persone e implica che queste assumano determinati comportamenti, aiutandosi e incoraggiandosi vicendevolmente. Inoltre, l’amicizia è sinonimo di sincerità: il vero amico riesce a concepire gli stessi pensieri del compagno, perché si immedesima in lui e non cede all’opportunismo. L’amico è leale, fedele e diviene la persona ideale alla quale confidare i propri stati d’animo, magari cercando consolazione nei momenti più difficili. Un sentimento così nobile è stato preso in considerazione a più riprese dagli autori più importanti della nostra letteratura e di quella straniera.

Il grande oratore romano Cicerone, nel suo trattato “ De amicitia “ metteva in evidenza l’importanza della condivisione. Egli affermava, innanzitutto, che “ tutti sanno che la vita non è vita senza amicizia, se, almeno in parte, si vuole vivere da uomini liberi “ che se un uomo riuscisse a contemplare la natura dell’universo e la bellezza degli astri, non raggiungerebbe la felicità, poiché non avrebbe nessuno al quale comunicarla. Il pensiero di Cicerone suggerisce la necessità di possedere un amico: senza di lui, la vita perde valore ed è caratterizzata dalla tristezza.

Un altro autore che parlò di amicizia fu Dante Alighieri nel suo sonetto “ Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io “, nel quale si parla del bisogno di evadere dal quotidiano, immaginando di essere con i fedeli amici Lapo Gianni e Guido Cavalcanti e con le loro donne su una barca, procedente contro ogni avversità atmosferica, discorrendo di amore. Secondo Dante, l’uomo riesce a liberarsi dalla tristezza e dalla monotonia delle azioni quotidiane solo quando è con i suoi amici, grazie ai quali è possibile immaginare di trovarsi in una situazione migliore. Si pensi a questo proposito all’espressione “amico di giochi” che definisce chi, sin dalla più tenera età, ha condiviso con noi un orizzonte fantastico, altro, rispetto alla vita di tutti i giorni; e anche al rischio di vivere in un rapporto simile con un gioco elettronico, nel quale sono assorbiti contemporaneamente compagno e gioco.

Ne “ I promessi sposi” (capitolo XXXIII) si legge che Renzo, ritrovato un amico dopo due anni, gli racconta tutti i suoi guai: “ Son cose brutte, cose che non si sarebbe mai creduto di vedere; cose da levarvi l’allegria per tutta la vita; ma però, a parlarne, tra amici, è un sollievo “. Manzoni intende sottolineare come si possa ricevere sollievo raccontando a un amico le vicende negative vissute; inoltre, nello stesso capitolo, l’autore sostiene che le brutte esperienze aiutano a comprendere il valore della benevolenza degli altri, poiché si realizza che i veri amici sono pochi.
In “ Rosso Malpelo “,opera di Giovanni Verga si vede come lo spirito di sacrificio, che il protagonista Malpelo adottava nei confronti dell’amico Ranocchio, sia un tratto dell’amicizia. Malpelo rinunciava a parte della sua paga per comprargli vino e cibo; questo atteggiamento dovrebbe essere esemplare per la nostra società. Il vero amico, infatti, riesce a separarsi serenamente dalle proprie cose, anche da quelle a cui tiene maggiormente, se sa che ciò servirà ad aiutare l’altro. C’è da dire, inoltre, che anche la cattiveria con la quale il protagonista vessa il giovane amico, faccia parte di un più generale atteggiamento che a volte esiste nell’amicizia di squilibrio: Rosso Malpelo, che si sente grane ed esperto, intende insegnare e allenare Rannocchio alla durezza della vita, fino alla crudeltà.

Infine, bisogna far riferimento all’opera “ Il piccolo principe “ di A. de Saint Exupery, e più in particolare alla sua idea di “ addomesticamento “: tale parola, in questo caso, indica la capacità di una persona di creare legami affettivi.  Non solo. L’affetto provato per lui spinge ad ammirare e ad amare anche altri oggetti.

Canzoni, film, poesie …. Moltissime le fonti di ispirazione.

L’argomento è tanto articolato quanto vicino ai ragazzi: forse, quindi non è poi così necessario farlo diventare un tema troppo intellettualistico. Partendo anche da film molto noti (insieme al tema precedente molto sviluppato in Alexander di Oliver Stone), dal mito (su tutti Oreste e Pilade, ma anche l’amicizia di Patroclo e Achille), potremmo definire una sorta di DIZIONARIO dei sentimenti legati al rapporto di amicizia (una sorta di Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes) attingendo soprattutto da quello che emerge dal dibattito in classe.

Interessante e ricco di spunti il pensiero di Leopardi sull’amicizia, come si può trovare nello Zibaldone:

L’amicizia è difficile nei tempi moderni, ed è “meno verisimile l’amicizia fra due giovani che fra un giovane, e un uomo di sentimento già disingannato del mondo, e disperato della sua propria felicità” (come è accaduto allo stesso Leopardi e Pietro Giordani) [104] – “Chi ha disperato di se stesso, o per qualunque ragione, si ama meno vivamente, è meno invidioso, odia meno i suoi simili, ed è quindi più suscettibile di amicizia … Chi più si ama meno può amare” [1723] – l’amicizia tra fratelli “rade volte si conserva all’entrar che questi fanno nel mondo” [2682-3] – le persone deboli simulano l’amicizia per ottenere aiuto dagli altri [3280] – alcuni giovani non vogliono avere amici ma nemici, “perché il loro stato naturale è lo stato di guerra” [3942-4, 4482] – Leopardi ha di solito conservato le amicizie contratte, “eziandio con persone difficilissime”: perché “io non mi disgusto mai di un amico per sue negligenze … se non quando io veggo chiaramente … in lui un animo e una volontà determinata di farmi dispiacere e offesa. Cosa che in verità è rarissima” [4274] – “Non dico Pilati e Piritoi, ma amicizia sincera e cordiale si trova effettivamente nel mondo, e non è rara” [4523].

Spunti di taglio storico e filosofico possono essere tratti dalla lettura di testi giganteschi quali la Bibbia o l’Iliade, ma anche da un romanzo che può essere anche soltanto raccontato e coevo delle vicende del Don Carlos, quale è il Don Chisciotte (rapporto del protagonista con Sancho Panza).

Scontro fra tirannia e libertà(potremmo allargarlo al tema Democrazia e regole)

Altro tema impegnativo che per non essere troppo impegnativo potrebbe essere affrontato dal punto di vista  dell’esperienza concreta di ognuno. Qual è il limite della libertà personale? Quali regole sono necessarie perché rimanendo liberi si possa coesistere in armonia con gli altri? In classe quali regole (limiti) dobbiamo stabilire perché il clima sia libero e si riesca a lavorare insieme? Devo chiedere il permesso sempre agli adulti? Quanto si fatica ad essere liberi? Il modo di vivere e il giudizio degli altri quanto ci condiziona sul piano della libertà personale? La tirannia ha successo quando le persone hanno paura (altro nodo fondamentale).

Sul piano fantastico e dell’uso del linguaggio possiamo lavorare sulle metafore della libertà (il volo, il viaggio).

Sul piano storico il tema della libertà può essere legato a quello della tirannia, della democrazia (si pensi all’organizzazione imperfetta della polis greca o della res publica romana) o a quello della libertà e della repressione del delitto (il carcere, la pena di morte). I totalitarismi sono un altro tema legato alla negazione della libertà e alle strategie di opposizione: in questo quadro accanto al Fascismo, al Nazismo e allo Stalinismo potremmo mettere l’apartheid o altri regimi discriminatori.

Testi interessanti da cui attingere spunti:

William Golding, Il signore delle mosche

l’Antigone (splendidi quelli di Sofocle e di Anouilh)

George Orwell, 1984

Richard Bach, Il gabbiano Jonathan Livingstone

Nel Don Carlos, il protagonista è il potere, il potere che non lascia nemmeno al re la libertà di vivere i propri sentimenti, di vivere l’amore, l’amicizia, la sua stessa vita.

Tolleranza/intolleranza religiosaè un tema legatissimo a quello della libertà, dell’accoglienza e dell’accettazione dell’altro. Ma anche del potere. Nella storia la ricerca religiosa ha inoltre rappresentato un momento fondamentale di ogni civiltà e un forte segno di identificazione di gruppo. Conoscere le altre religioni è uno dei tanti modi per imparare a convivere o a discutere sulla nostra e l’altrui identità.

ITALO MEREU, Storia dell’intolleranza in Europa, Milano, Bompiani,  1995

Il mito Don Carlos è un mito romantico e quindi potremmo lavorare su cosa sia un mito, non solo ricostruendo le storie dell’antica Grecia, ma cercando di individuare i miti d’oggi.

Il periodo di Filippo I Iè anche il periodo nel quale:

viene scritto il Don Chisciotte;

vengono scritte opere per il teatro di grandissimo valore quali quelle di Lope de Vega e Calderon de la Barca (il periodo fu detto El siglo de oro). Forse però più abbordabile è un percorso sul teatro di Shakespeare o di Molière. Se la visione del film Shakespeare in love è un’ottima occasione per uno sguardo sul periodo e su come fosse importante il teatro nel periodo elisabettiano, la visione e l’analisi di altri film ispirati al teatro di Shakespeare introduce alla discussione di temi estremamente interessanti e vicini all’esperienza dei ragazzi;

inizia il grande periodo delle scoperte scientifiche. In particolare si potrebbe affrontare l’opera di Galileo e la teoria eliocentrica (ma anche il metodo scientifico, la gravità, l’osservazione al telescopio, la luna).

parte dell’Italia è sotto la Spagna: non solo quindi si possono leggere i Promessi sposi, ma soprattutto si possono rintracciare i segni della dominazione spagnola in Italia, ad esempio a Geografia.

Scrivere letterepuò essere un interessante percorso di educazione linguistica (legato anche all’informatica) e una spinta a sviluppare la fantasia, nonché un’occasione di riflessione e di analisi di abitudini, sentimenti, comportamenti.

La nostra lingua ha molti prestiti dallo spagnolo (segno della dominazione spagnola) arrivati principalmente nel cinque e Seicento. Anche grazie a strumenti come Storia della lingua italiana di Bruno Migliorini, si possono rintracciare gli ispanismi.

Il periodo di Verdi.

Un percorso molto interessante potrebbe avere al suo centro l’Ottocento e il Romanticismo. Temi sterminati che possono però essere ridotti a misura di bambino utilizzando punti di partenza non astratti. La vita quotidiana dell’Ottocento (quanto era diversa dalla nostra la vita in famiglia, i lavori, la fruizione della musica, senza la possibilità della riproducibilità tecnica, o delle informazioni) è molto interessante da studiare e per molti aspetti ci permette di valutare la rivoluzione tecnica , sociale e culturale del Novecento.  Probabilmente partendo dalla durata e dal modo di guardare un’opera di Verdi (o, ancora meglio di Wagner) si possono indagare le abitudini di fruizione dei bambini di qualcosa che li diverte: niente telecomando, spettacoli lunghissimi e privi di azione o di effetti speciali ….).

P.S. Esiste una versione a fumetti della biografia di Verdi: Luca Fontana e Christian Olivares, Verdi. Storia illustrata della vita e delle opere, Milano, Il Saggiatore, 1982.

Scrivere canzoni, ovvero lavorare sul rapporto musica e poesia. Un testo utile per partire può essere Calicanto, di Ersilia Zamponi e Roberto Piumini.

Articoli simili