TEATRO DELLA PERGOLA

Laboratorio d'Arte, Teatro della Pergola, foto di Filippo Manzini
Il Settore Formazione

Dopo lo scioglimento nel 2010 dell’Ente Teatrale Italiano, che lo gestiva, la proprietà l’anno successivo passa al Comune di Firenze che con la Fondazione Cr Firenze (allora ancora si chiamava Ente Cassa di Risparmio di Firenze) dà vita alla Fondazione Teatro della Pergola. La fondazione da subito imposta un lavoro di rinnovamento e di ricerca di una proposta teatrale e gestionale, non consueta, seppur sulle fondamenta della grande eredità storica della Pergola, che è il primo teatro all’italiana ad essere stato edificato. Dopo le prime tre stagioni di programmazione, che vedono un pubblico crescente e alcuni interessanti esperimenti produttivi, la riforma del settore prosa impostata dal Mibact pone la Fondazione dinanzi a nuovi obiettivi. Nel gennaio 2015, tramite la confluenza delle attività teatrali della Fondazione Pontedera Teatro all’interno della Fondazione del Teatro della Pergola, quest’ultima si dà un nome e un’organizzazione nuovi, Teatro della Toscana, e presenta la domanda per il riconoscimento dello status di Teatro Nazionale; l’esito positivo della valutazione della commissione fa sì che dal febbraio 2015 il Teatro della Toscana diventi Teatro Nazionale. Entrano nella Fondazione anche la Regione Toscana e il Comune di Pontedera. Il Teatro della Toscana è oggi una realtà che mette insieme competenze e progetti appartenenti a geografie artistiche e culturali diverse, in una piattaforma comune seguendo coordinate ben definite. Nello specifico è un teatro: non per il pubblico inteso come indistinta e astratta entità, ma per tutti i cittadini; che fa sistema con il vasto territorio toscano; policentrico, sia a livello artistico che fisico, con un sistema di sale organicamente collegate in un programma interdisciplinare; con un modello gestionale che rispetta l’uomo. La programmazione artistica, per un verso, valorizza il teatro di tradizione, utilizzando spazi teatrali che hanno ospitato la grande prosa italiana e i grandi protagonisti dell’Ottocento e del Novecento, e dove vendono create produzioni e progetti aperti a un vasto pubblico, con alcuni fra gli artisti tra i più stimati e riconosciuti; per l’altro, promuove e realizza produzioni di ricerca italiane e internazionali, progetti di lavoro rivolti a sperimentare un diverso rapporto tra spettatore e teatro, rassegne multidisciplinari, dando un ampio spazio alle nuove generazioni (autori e gruppi), svolgendo attività di alta formazione per artisti e gruppi di teatro, oltreché impegnarsi per lo sviluppo di progetti con il mondo della scuola e universitario, tutto questo nell’ottica di una reale valorizzazione culturale del territorio. Con particolare riferimento al settore della formazione, oggi esso comprende tre importanti realtà: CAE – Centro di Avviamento all’Espressione, finalizzato sia alla formazione attoriale, attraverso il metodo mimico del Maestro Orazio Costa, che all’applicazione del metodo anche in ambiti diversi da quelli teatrali, quali l’educazione giovanile (affrontando soprattutto i temi dell’emotività e della creatività) e lo sviluppo più in generale delle capacità espressive e creative; l’Accademia dell’Uomo , un centro di formazione che può essere propedeutico all’attività teatrale ma che soprattutto esplora in generale le possibilità espressive, creative e comunicative dell’essere umano, che unisce il metodo mimico al coaching e altre discipline legate al mondo della formazione esperenziale, focalizzate su: comunicazione, intelligenza emotiva, relazioni interpersonali, empatia, gestione dello stress, leadership, con l’obiettivo finale della realizzazione di un esito performativo. Il Laboratorio d’Arte luogo in cui si realizzano scene e costumi per gli spettacoli prodotti dal Teatro della Toscana, e al contempo promotore di un’offerta formativa sui mestieri del teatro, strutturata in corsi e workshop tematici sia di carattere pratico che teorico. Elemento fondante della proposta didattica è la trasmissione diretta dei saperi dai maestri agli allievi e l’elaborazione di progetti concreti, tra cui la realizzazione di elementi di scena e costume per gli spettacoli, l’elaborazione di allestimenti per esposizioni, la conservazione del patrimonio del Museo della Pergola, la creazione di manufatti che potranno entrare a far parte del repertorio del teatro. Ma non è tutto. Sempre per quanto riguarda il settore formazione, corre l’obbligo almeno menzionare: il progetto Giovani Teatro Nuovo e Nuovo Attore  attivato al Teatro Niccolini, si propone di mettere in atto un percorso per formare quello che pensiamo possa e debba essere il Nuovo Attore, un Attore Totale, che agisca all’interno di un’idea di teatro innovativa rispetto a quella attuale, dove l’attore si occupa di tutti i mestieri del teatro, non solo quelli artistici ma anche quelli tecnici, ha nozione e conoscenza di ogni aspetto della messinscena (dall’organizzazione, alla comunicazione, alla gestione del luogo teatrale) e riesce a metterle a frutto nei confronti della recitazione e del rapporto con il pubblico; il WorkCenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards sul fronte delle attività internazionali, che prevede con presentazioni di spettacoli, incontri performativi, dimostrazioni di lavoro, azioni pedagogiche per professionisti e studenti, lavoro sull’inclusione sociale di individui e comunità marginalizzate, e la pratica educativa di cittadini e dilettanti attraverso l’arte, conferenze e seminari, in collaborazione con università e studiosi di teatro; L’Oltrarno – Scuola di Formazione del Mestiere dell’Attore, della durata triennale, diretta da Pierfrancesco Favino, che vede il coinvolgimento di insegnanti di caratura internazionale.

Info: formazione@teatrodellatoscana.it.

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