Sui passi del pellegrino: dal bordone a google map

L’edizione 2017/2018 del progetto “Sui passi del pellegrino: camminare, conoscere, crescere” ha visto la partecipazione di 13 classi delle scuole secondarie di primo grado degli istituti comprensivi di Firenze e ha coinvolto 300 ragazzi.

Anno per anno il progetto Sui passi del pellegrino si conferma l’occasione giusta per numerosi approfondimenti per gli insegnanti di storia e geografia delle classi prime nelle scuole secondarie di primo grado. La trattazione del tema nella modalità studiata da Sconfinando, secondo i feedback degli insegnanti, risulta ideale per arricchire il bagaglio di informazioni e per trasferire l’importanza del vivere lo spazio e il tempo in cammino. 

Proprio il trasversale argomento del “camminare”, ha dato l’opportunità ai ragazzi di formulare le opportune connessioni tra storia scritta nei libri e conoscenza diretta. Ciò è stato possibile grazie alla lettura e l’ascolto di racconti sulle esperienze vissute dalle persone che hanno scelto di fare il pellegrino, paragonandole tra oggi e il passato medioevo, ricercando affinità e differenze, emozioni comuni, sensazioni simili.

Il tema del pellegrinaggio, da qualche anno ormai, viene approfondito anche dai libri di storia in quanto fenomeno determinante per le contaminazioni culturali, per la sollevazione economica, lo sviluppo commerciale di un territorio. Questo fattore fornisce la giusta condizione per fare una esperienza didattica partecipata e di coinvolgimento per i ragazzi.

La lezione introduttiva svolta dalle operatrici di Sconfinando quest’anno si è arricchita nuovamente di dettagli che hanno permesso un ragionamento sui pellegrinaggi di altre religioni e culture. E’ stata l’occasione ideale per fare confronti tra le culture ma soprattutto per trovare affinità, scoprire la capacità unificatrice del pellegrinaggio e del cammino che accomuna tutti, persone di ogni nazione e luogo del mondo, di ogni religione ed età.

L’approfondimento si è fatto ancora più interessante al momento che abbiamo osservato distanze, spazi e lunghezze di alcuni cammini: molto spesso per i ragazzi è difficile comprendere il senso reale di un cammino, il significato spirituale che ha questa pratica per chi cammina, quindi conoscere i dettagli tecnici e logistici per loro diventa interessante per calarsi meglio nella condizione del camminatore. Succede frequentemente che dopo aver capito le condizioni di vita lungo il cammino allora ragionano sulle emozioni e sulla bellezza di un viaggio di questo genere. Per questo la testimonianza di Giulia Lefosse è sempre l’anello di congiunzione per comprendere dettagli e svolgimento del cammino, per rispondere a curiosità valide per assimilare concetti altrimenti troppo complessi per dei giovanissimi uomini e donne.

Anche quest’anno ci siamo soffermati nell’esperienza di cammino solitario, lungo un tragitto conosciuto, “amplificando” uno dei sensi a loro scelta. Sicuramente un esercizio non amato da tutti, perché richiede calma, tempo e concentrazione, ma chi ha dedicato un po’ di tempo a farlo ci ha regalato dei racconti davvero emozionanti. Ne riportiamo alcuni tratti.

Esposizione dell’esperienza di ascolto fatta durante un originale cammino dentro casa.

Cosa ho scoperto di me e del camminare, quali ricordi sono affiorati: In questa ultima esperienza mi sono accorta che anche un percorso breve ma che si è fatto con attenzione può risultare piacevole e rilassante. I ricordi sono quelli della mia infanzia, del cibo cucinato, specialmente del the, che a me piace molto. Lo studio di mia madre mi riporta ai lunghi pomeriggi a Milano in cui stavo da mia nonna mentre mia madre era al lavoro. Ricordo l’attesa a volte impaziente di lei e la sua stanchezza al rientro mista alla gioia di rivedermi. Gli odori del tavolo antico mi.fanno pensare a chi l’ ha costruito e a chi l’ha usato nei secoli, persone che non conosco e che non ci sono più ma che hanno sicuramente goduto delle gioie della tavolo. Mi sono accorta con tristezza che tutte queste infinite piccole cose andranno col perdersi. Nessuno se ne ricorderà mai, nemmeno io. Forse è perché la vita va avanti, ma è spaventoso. Questi ricordi andranno persi e nessuno mai li riprenderà in considerazione come realmente accaduti. Di Beatrice Uccello.

Duccio in modo semplice invece ci parla di ciò che nota andando a prendere sua sorella. „Quando vado a prendere a scuola mia sorella percorro una strada immersa fra i campi. Passo su un marciapiede che mi permette di vedere campi di spinaci che si alternano a terra arata in attesa che il contadino pianti ortaggi estivi. Gli alberi da frutta hanno messo i loro primi fiori e danno colore ai giardinetti delle case che si affacciano lungo la strade. Sento il rumore delle macchine, l’abbaiare dei cani qualche cinguettio degli uccellini e quando mi avvicino a scuola sento le urla dei bambini“

L’attività didattica è stata supportata dalla community we-p del Portale Ragazzi ed è stato lo strumento per raccogliere scritti e piccole testimonianze delle loro esperienze, nonché per dare indicazioni sui lavori e compiti da svolgere tra gli incontri e rendere questo “spazio” virtuale il luogo dove confrontarsi con altri ragazzi e leggere le loro esperienze.

L’attività di preparazione alla giornata conclusiva, preceduta da un lavoro di scrittura per restituire tutto quanto detto in forma di dialogo tra vari personaggi, ha permesso la sperimentazione della produzione scritta, dell’esposizione in forma di recita teatrale ad un piccolo pubblico (il resto della classe), della capacità coinvolgente nei confronti dello spettatore, nell’autonomia e sicurezza nel parlare a voce alta davanti ad altre persone.

Per motivi logistici di vario tipo non tutte le uscite si sono svolte lungo la via romea de Sette Ponti in località Ponte a Mensola. In due casi è stato scelto anche di utilizzare un percorso urbano per rappresentare il lavoro di sceneggiatura svolto dai ragazzi ed i risultati sono stati sorprendenti.