L’OSSERVATORIO POLIFUNZIONALE DEL CHIANTI

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Intervista al prof. Emanuele Pace, direttore dell’OPC

Alla fine di dicembre, la troupe di PortaleRagazzi è andata nel Chianti, e più precisamente a Barberino Val d’Elsa, dove ha sede OPC – Osservatorio Polifunzionale del Chianti, e ha intervistato il prof. Emanuele Pace che lo dirige. Di seguito pubblichiamo l’intervista che ha rilasciato.

Professore, ci racconta quando è nato e cos’è l’OPC?

L’Osservatorio Polifunzionale del Chianti è stato inaugurato nel 2013 alla presenza dell’astronauta Poalo Nespoli, ed è una struttura che si articola in quattro osservatori: Astrofisico, Ambientale, Geosismico e Agrometereologico.

Quali sono i principali partner della struttura?

Innanzitutto, mi preme ricordare che l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti è un ente pubblico, nato su iniziativa dei Comuni di Barberino Val d’Elsa e Tavarnelle Val di Pesa, facenti parte dell’Unione Comunale del Chianti Fiorentino – Città Metropolitana di Firenze, e gestito dall’Università degli Studi di Firenze. I principali partner scientifici di OPC sono: Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze; Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia; Istituto di Biometereologia IBIMET – CNR e Laboratorio per la Meteorologia e la Modellistica ambientale LAMMA; Istituto Nazionale di Astrofisica. A breve, si aggiungeranno anche i Dipartimenti di Fisica e Astronomia, Agraria e Scienze della Terra dell’Università di Firenze. Inoltre, OPC conta sulla collaborazione e il supporto dell’Associazione Amici dell’OPC, i cui membri sono appassionati di una o più aree dell’Osservatorio, che svolge anche attività di promozione e di raccolta fondi per l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti; e numerosi altri soggetti presenti sul territorio, quali: Lions e Rotary Club, che hanno, tra l’altro, finanziato infrastrutture importanti per i disabili, i primi, e borse di studio a favore di studenti e ricercatori dell’Università di Firenze per lo sviluppo di progetti presso OPC, i secondi; associazioni quali “Ludica”, “GiardinoSottoVico” e “Insoliti Sentieri”, con le quali, in sinergia con le scuole presenti sul territorio del Chianti, ma anche dell’area metropolitana fiorentina e in provincia di Siena, si sono realizzati progetti di divulgazione scientifica, con particolare riferimento all’astronomia, alla fisica e alla botanica; la cooperativa sociale “Valle del Sole”, con la quale stiamo realizzando iniziative rivolte a portatori di handicap e persone che vivono in condizione di disagio psicofisico.

Professore, potremmo quindi dire che OPC per le sue caratteristiche, oltreché essere un centro di ricerca, è un vero e proprio punto di riferimento per gli studenti e più in generale per le comunità del Chianti?

Assolutamente sì. Anzi, vorrei sottolineare come alcuni dei progetti promossi e realizzati dall’Osservatorio Polifunzionale del Chianti sono stati congegnati in modo da poter da un lato coinvolgere   le comunità presenti sui territori in cui opera e dall’altro avere una forte valenza scientifica.

Ci spieghi meglio.

Ad esempio, “Sentinelle Meteo del Chianti” è un progetto Citizen Science, realizzato dall’Osservatorio Meteorologico dell’OPC in collaborazione con Università degli Studi di Firenze e LAMMA, nato dalla necessità di implementare la precisione e la tempestività dell’informazione relativa ad alcuni eventi meteo, per l’analisi di nowcasting, coinvolgendo attivamente i cittadini, che in virtù del loro senso di responsabilità e dovere civico, attraverso la rete, possono diventare “segnalatori” di particolari eventi meteo o vere e proprie “sentinelle meteo”. In questo secondo caso si tratta di volontari appositamente formati, che poi sono chiamati a inviare segnalazioni più accurate e precise, necessarie al LAMMA per monitorare questi eventi. E ancora, il progetto “Rete Meteo Chianti”, realizzato in collaborazione con LAMMA e il Centro di Elaborazione Dati Meteo del Chianti CEDaM, inaugurato il 1° luglio 2017, che ha sede presso OPC, il quale può contare sulla collaborazione di stazioni meteo “private”, che hanno sede presso fattorie del Chianti, e “pubbliche”, ad esempio quella in fase di attivazione presso il Liceo Scientifico “A. Volta” di Colle Val d’Elsa, la cui presenza consente anche lo sviluppo di progetti di alta valenza scientifico-educativa.

Professore, come s’immagina l’OPC tra dieci anni?

Un centro con un profilo di altissimo livello da un punto di vista scientifico e al contempo didattico-culturale, in modo tale che possa sempre più essere un punto di riferimento per la comunità scientifica, le comunità del Chianti e di tutti quei turisti, italiani e stranieri, che sono alla ricerca di esperienze uniche non solo sotto il profilo eno-gastronomico!

Esiste un centro di questo tipo in Italia?

Per quel che mi risulta, ce n’è solo uno simile: il Parco Astronomico di Isnello sulle Madonie, nato dopo l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti , ma in fase di rapido sviluppo. Inoltre, pochi anni fa, sull’Isola di Guadeloupe, nelle Antiille Francesi, alla presenza dell’allora presidente della Repubblica Francese François Hollande, e di numerosi capi di stato e di governo del continente africano e dei Caraibi, è stata inaugurata “ACTe”, una struttura che, per molti versi, si avvicina al centro che io vorrei realizzare.

Grazie professore.

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