Le etichette dei vestiti

Avete l’abitudine di guardare le etichette dei vestiti prima di comprarli?
E’ sabato, la giornata perfetta per fare shopping! Hai notato un maglione veramente carino, il prezzo è ragionevole e lo prendi!
Ma sei sicuro di sapere tutto su questo indumento, hai dato un’occhiata all’etichetta prima di passare alla cassa?

No? Allora scopri perché è utile leggerla prima di comprare…

Cosa si può sapere su un indumento leggendo l’etichetta?

Oltre al nome del marchio e alla taglia, si possono scoprire tante cose sulle etichette dei vestiti; in particolare dove è stato prodotto, in quali materiali è confezionato e come deve essere lavato.

Perché devo sapere queste cose?

Ogni nostro acquisto dovrebbe essere ragionato, anche nell’abbigliamento. Per esempio quando vado al supermercato per comprare frutta e verdura, sono sempre attenta a scegliere le pere che provengono dall’Italia e non dall’Argentina, oppure i fagiolini italiani piuttosto che quelli del Kenya. Perché? Comprando dei prodotti italiani faccio un gesto per l’ambiente evitando un inquinamento inutile dovuto al trasporto. (L’Argentina e il Kenya sono lontani!)

Nell’abbigliamento è la stessa cosa, solo che è più difficile da fare perché la produzione è spesso all’estero. Però è comunque interessante conoscere il paese di provenienza, giusto per essere più informati. E poi, ci possiamo anche divertire a fare le statistiche dei paesi produttori di tessile!

Per quale motivo interessarsi alla composizione di un indumento, ovvero al materiale di cui è fatto?

Esistono numerose fibre tessili, alcune di origine naturale e altre sintetiche, prodotte dall’Uomo.

Le fibre naturali animali come la lana o il cachemire trattengono bene il caldo, quindi sono adatte all’inverno mentre le fibre naturali vegetali come il lino o il cotone sono più fresche e dunque ottime per mesi estivi.

Le fibre sintetiche come il poliestere, il poliammide o l’acrilico sono interamente prodotte dall’Uomo con materiali chimici (petrolio). L’acrilico e il poliammide sono spesso usate insieme alla lana per gli indumenti invernali mentre si può trovare il poliestere in miscela con il cotone.

Queste fibre sono facili da produrre però non hanno delle proprietà buone come le fibre naturali (tengono meno caldo e sono poco traspiranti).

L’ultima categoria è quella delle fibre artificiali, sempre prodotte dall’Uomo ma a partire da materiali naturali (principalmente la polpa di legno). La viscosa, l’acetato, il modal sono le più usate nell’abbigliamento e sono relativamente morbide e traspiranti ma non tengono caldo.

In conclusione, confrontando le etichette di due maglioni, uno 100% lana e l’altro 50% lana /50% acrilico, dovrei scegliere quello 100% lana perché sarà più caldo e più naturale. Ma attenzione alla manutenzione! Perciò, l’ultima cosa da guardare sull’etichetta è il modo in cui deve essere lavato il capo di abbigliamento, e non è un compito soltanto riservato alle mamme!

Le istruzioni di lavaggio e manutenzione dei capi di abbigliamento sono rappresentate con dei simboli.

simboli lavaggio vestiti

Il simbolo con una vasca e una temperatura corrisponde al lavaggio, indica se è possibile lavare e a quale temperatura. Se il simbolo di lavaggio è barrato significa che non si può lavare in acqua e bisogna portare il capo in lavanderia.

Il simbolo con il ferro da stiro indica la possibilità o no di stirare; la temperatura del ferro, basso,medio o alto è indicata con dei puntini (da uno a tre).

Il triangolo specifica se è possibile trattare il capo con la candeggina, se è barrato è vietato usare questo prodotto.
Gli altri simboli corrispondono all’asciugatura (quadrato) e al lavaggio a secco con solventi (tondo con lettera).

Tutti questi simboli potrebberò sembrare complicati, quindi per qualsiasi dubbio, portate i vostri capi in lavanderia, loro saprano cosa fare!

Puoi anche scaricare le schede gioco da compilare in classe con i tuoi compagni oppure da solo a casa!

A cura di Marie Astier

Articoli simili