Sui passi del pellegrino: l’esperienza del cammino

L’edizione 2015/2016 del progetto “Sui passi del pellegrino: camminare, conoscere, crescere” ha visto la partecipazione di 11 classi tra scuole primarie e secondarie di primo grado di Firenze coinvolgendo 251 ragazzi.

La didattica di quest’anno si è concentrata, oltre che alla presentazione di come è nato e si è sviluppato il fenomeno del pellegrinaggio, sull’uso delle testimonianze, scritte e orali, dei pellegrini di ieri e di oggi. I ragazzi hanno avuto la possibilità di leggere alcuni passi tratti dai diari dei pellegrini che raccontano situazioni particolari, esperienze di accoglienza e ospitalità, imprevisti di viaggio, elargiscono consigli su come comportarsi in certi contesti e come riconoscere i pericoli. Il confronto tra brani di diari antichi e brani di blog contemporanei ci ha aiutato a riflettere sulle affinità e somiglianza tra i pellegrini di ogni epoca. 03pellegrino

E’ stato un anno di grandi soddisfazioni e scoperte: il tema del pellegrinaggio è appassionante in maggior modo quando puoi godere di una fonte diretta. Abbiamo quindi invitato in classe ad illustrare la sua esperienza di pellegrinaggio una testimone che con i proprio racconti ed avventure è riuscita a catturare l’attenzione dei ragazzi i quali hanno reso ancora più interessante l’incontro con le loro domande per nulla banali. E’ stato un viaggio per immagini attraverso il racconto.
Sentire parlare del dolore e della fatica dalle parole semplici di una giovane donna, che da sola ha intrapreso questa esperienza con l’umiltà di chi non aveva mai fatto niente del genere prima porta i ragazzi a vedere il cammino come qualcosa che possono fare tutti, che può aiutare ogni animo a conoscersi meglio.

In conclusione, per restituire in modo originale quanto appreso, abbiamo deciso di rafforzare la fase finale dedicandoci alla scrittura di dialoghi o monologhi “mettendo in scena” i vari personaggi e le situazioni “tipo” vissute dai pellegrini generando nuovi confronti ieri/oggi: come è cambiata l’esperienza del pellegrinaggio con l’avvento delle nuove tecnologie, come si pone il pellegrino di oggi rispetto alle fatiche e agli imprevisti del viaggio? Come è cambiato il senso di solidarietà e di communitas?

01pellegrinoPensieri e cammini di pellegrini in erba
Trasversalmente agli incontri in aula abbiamo chiesto ai ragazzi di relazionare un’esperienza di cammino attraverso un breve racconto riportando le sensazioni provate, oppure un cammino quotidiano “filtrato” attraverso l’uso di uno dei cinque sensi. Ecco qualche stralcio:

“Mi è sempre piaciuto camminare nel bosco ma devo ammettere che non sono una grande camminatrice, infatti mi stanco presto; il buffo è che mi succede solo quando sono con gli adulti, ma con gli amici sono quasi sempre la più carica di energia”.

“Ho compreso che, quando si è soli, si deve fare ancora più attenzione a dove si mettono i piedi e che il bello di una camminata non è arrivare subito ma immergersi nella natura”.

“Ho compreso dopo questa esperienza che se voglio posso tenere il passo, non disperarmi perché sono molto resistente”.

“Mi piace camminare perché a volte nel silenzio si sentono solo i miei passi, in quel momento ti guardi dentro e ascolti, osservi e annusi con molta più attenzione cose che a volte non attraggono la tua attenzione.”

“Facendo questo cammino ho scoperto che anche se sono stanca se mi metto in testa di raggiungere un obiettivo, facendo riferimento ad altre volte in cui ci sono riuscita, alla fine riesco, superando i vari ostacoli”.

“….Il panorama era bellissimo , a pochi passi c’era anche un strapiombo quindi bisognava fare attenzione. C’erano massi e salendoci sopra sembrava di essere il re della montagna”….