GRAVITY – L’UNIVERSO DOPO EINSTEIN

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A poco più di un secolo dalla formulazione della teoria della relatività di Albert Einstein, che ha trasformato radicalmente la cosmologia, la mostra “Gravity” indaga le connessioni e le analogie tra arte e scienza, dimostrando la profonda influenza dello scienziato tedesco sul pensiero contemporaneo. Alla fine del 1915 la visione dell’universo viene scardinata dalla teoria della “Relatività Generale” di Einstein; da allora, i concetti di spazio e tempo non sono più assoluti ma relativi e dipendenti da chi li osserva; l’universo non è più costituito da 3, bensì da 4 dimensioni: 3 spaziali e 1 temporale, inscindibili tra loro. La teoria della “Relatività Generale” ha così aperto immaginari culturali e artistici inediti, a cui “Gravity” introduce i visitatori con sapienza. Fortemente voluta dalla presidente di Fondazione MAXXI (Giovanna Melandri), la mostra è il risultato di un’inedita quanto efficace collaborazione del museo con ASI (Agenzia Spaziale Italiana), INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), MIUR – Dipartimento per la Formazione Superiore e per la Ricerca, e Enel (main partner), il cui intervento non solo a permesso di non far pagare un biglietto d’ingresso, ma anche di corredare la mostra con un ricco programma d’incontri con scienziati, filosofi, artisti, tal titolo: “GRAVITY. OLTRE LA MOSTRA”, curato da Vittorio Bo e Irene De Vico Fallani. Tra gli appuntamenti in programma, tutti a ingresso a libero, si segnalano: Fabiola Gianotti, direttore generale Cern, con Fernando Ferroni, presidente INFN (8 febbraio 2018); gli artisti Allora & Calzadilla con il filosofo evoluzionista Telmo Pievani (14 febbraio); il neurobiologo di fama internazionale Harald Atmanspacher con il filosofo Roberto Casati (16 febbraio); il filosofo Massimo Cacciari con il fisico e matematico Mario Rasetti (9 marzo); Mons. Gianfranco Ravasi con il presidente dell’ASI Roberto Battiston (22 marzo 2018), l’artista Laurent Grasso con il neurobiologo britannico Semir Zeki (27aprile); special guest, Samantha Cristoforetti (10 aprile).

Ma torniamo al focus della mostra. Visitando “Gravity”, troviamo installazioni scientifiche, reperti storici e simulazioni di esperimenti, come il Cannocchiale di Galileo e lo Specchio di Virgo – l’interferometro laser che capta le onde gravitazionali – che dialogano con opere di artisti moderni e contemporanei, quali: Marcel Duchamp, Allora & Calzadilla, Peter Fischli, David Weiss, Laurent Grasso e Tomás Saraceno, quest’ultimo nella duplice veste di curatorial advisor e autore, in un percorso che dà la possibilità al pubblico di avvicinarsi alle innovazioni della fisica moderna.

Quanto infine alle attività educative, sponsor Leonardo, sono previste performance sonore ispirate al cosmo, storie ambientate in universi alternativi, visite-esplorazione e workshop. Inoltre, lo spazio EduLab 1 nella hall del museo, sarà animato da illustrazioni ispirate ai temi della mostra e accoglierà i laboratori per famiglie durante i quali adulti e bambini prenderanno parte alla costruzione di una struttura reticolare che evoca la trama dello spaziotempo e la tela di ragno dell’installazione di Tomás Saraceno. Infine, si segnala, che l’Ufficio Public Engagement, in collaborazione con l’Istituto Statale per Sordi, organizzerà visite guidate in lingua dei segni (LIS), per persone sorde e udenti insieme.

MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo

Info: 06.320.19.54 / www.maxxi.art / info@fondazionemaxxi.it

Orario: 11.00 – 19.00 (mart, merc, giov, ven, dom) |11.00 – 22.00 (sabato) | lunedì chiuso.

 

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