Gli aspetti ricreativi

altL'Arno lo abbiamo sotto gli occhi continuamente, lo si attraversa forse anche tutti i giorni, ma ci è mai capitato di trattarlo come un luogo da “vivere” o addirittura di divertimento?

Oggi forse non riusciamo ad immaginarcelo così, ma in passato si viveva molto di più a contatto con il fiume.
L'Arno non era solo fonte di lavoro con l'attività di pesca e di estrazione dei materiali di sabbia e ghiaia.  Il rapporto della vita delle persone con l'Arno era più diretto e amichevole perché era un ambiente dove si svolgeva la vita quotidiana: fino alla metà del secolo scorso vi si lavavano ancora i panni!
Inoltre era un luogo di svago con gite in barca (o in motonave nel 1930 circa) e addirittura si facevano i bagni con veri e propri stabilimenti balneari.
Oggi dal ponte alle Grazie, durante la stagione estiva, partono le antiche barche dei renaioli restaurate, spinte con una  pertica, che portano i turisti sotto il Ponte Vecchio e il ponte santa Trinita, dal fiume è offerto un punto di vista inedito della città. Ma ancora oggi  nella città di Firenze questo “nastro d'acqua” che è l'Arno ci guida in un itinerario che comincia in fondo al lunghissimo viale delle Cascine. Qui nella direzione verso il mare, ha inizio una delle più lunghe piste ciclabili del territorio fiorentino lungo il percorso del fiume fino ai Renai di Signa: piccoli laghi artificiali creati dall'estrazione della rena per le costruzioni.

altQuesto percorso ciclo-pedonale parte proprio alla confluenza di un affluente dell'Arno: il Mugnone. In questo punto si trova una statua con vesti orientali, in ricordo di un marajà indiano che morì a Firenze nella seconda metà del 1800 le cui ceneri vennero disperse alla confluenza dei due fiumi, come vuole la tradizione indù. Ed è per questo che l'ultimo ponte di Firenze, che attraversa l'Arno proprio lì sopra, ha preso il nome di Ponte all'Indiano.
Risalendo il fiume si attraversa il Parco delle Cascine, che tanti fiorentini scelgono per le loro passeggiate nel verde, dal quale  scendere a pescare, fare una gara di corsa con il fiume, o semplicemente per stargli più vicino.
Ancora oggi sono numerosi i possibili  collegamenti col fiume in città, che permettono un contatto diretto alle sponde e con l'acqua, anche se diminuiti rispetto al passato.
Passato il Torrino Santa Rosa, termine sul fiume delle antiche mura cittadine che serviva a proteggere Firenze da eventuali attacchi dal fiume, l'Arno forma una piccola spiaggia; poco più in su, alla Pescaia Santa Rosa non mancano in estate gli amanti della tintarella accanto a qualche pescatore dilettante.
Passando il Ponte Vecchio, sotto gli Uffizi nel 1911 si è stabilita direttamente sul greto dell'Arno la sede della Società Canottieri. Il canottaggio, sport praticato sulle acque dell'Arno dalla fine del 1800, ha appassionato intere generazioni di fiorentini, tanto che dal 1934 venne costruita anche la sede dei Canottieri Comunali sull'argine opposto dell'Arno, sotto l'attuale ponte G. da Verrazzano… E la passione continua, come stanno a testimoniare le numerose vittorie riportate.alt

Dal 2007 è stata attrezzata una vera e propria spiaggia sull'Arno sotto il piazzale Michelangelo, alla Torre San Niccolò, che nell'estate fiorentina ospita i suoi  frequentatori con ombrelloni e sdrai che si godono questo “pezzetto di mare” riprodotto in città. Purtroppo senza fare il bagno… Almeno per ora! Ancora più verso “monte” di Firenze, passato ponte San Niccolò i giardini del Lungarno del Tempio e Cristoforo Colombo sono ombreggiati da lunghe file di platani e pioppi, rifugio nella bella stagione di  grandi e piccini. Dai giardini si può scendere per entrare in contatto col fiume a pescare… o continuare a risalire il suo corso con un sentiero che costeggia l'acqua fino al Girone  per passeggiate, footing, o pedalate in bicicletta. Così anche il parco dell'Albereta all'Anconella, dilàddarno, che con i suoi sentieri è un magnifico polmone verde della città con strutture sportive e ricreative.

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