BANKSY A PALAZZO MEDICI RICCARDI

Le opere del padre della Street Art Contemporanea in mostra a Firenze
Palazzo Medici Riccardi rende omaggio all’artista e writer inglese Banksy, considerato uno dei maggiori esponenti della Street Art, la cui vera identità è ad oggi ancora sconosciuta. La mostra, dal titolo Banksy. This is not a photo opportunity, curata da Gianluca Marziani e Stefano S. Antonelli, è posta sotto il patrocinio della Città Metropolitana di Firenze, ed è promossa e prodotta dall’Associazione MetaMorfosi, con il sostegno della Regione Toscana e la collaborazione di Mus.e. Come dicevamo, nessuno lo ha mai visto e non esistono foto che lo mostrino, tuttavia Banksy esiste in maniera “dirompente” attraverso le sue opere, che spesso sono a sfondo satirico, e hanno un’inaudita potenza etica, evocativa e mediatica. Originario di Bristol, genericamente inquadrato nei confini della Street Art, Banksy rappresenta il più grande caso di popolarità per un artista vivente dai tempi di Andy Warhol. Le sue prime opere compaiono all’inizio degli anni Novanta sulle strade di Bristol, che in quegli anni cova una stagione d’intensi fermenti artistici. Provocatorio, ironico, imprevedibile, Banksy parla di guerra, inquinamento, repressione, di omologazione e manipolazione nella società occidentale. Tra il 2002 e il 2009 pubblica quarantasei immagini su carta che vende tramite la sua “print house” Pictures On Walls in Commercial Rd. di Londra: si tratta di immagini che riproducono alcuni tra i suoi famosi interventi stradali, documentando opere che sono diventate affreschi popolari, ma che spesso sono state rimosse o rubate o semplicemente consumate dal tempo. Nella sua produzione preferisce da sempre la diffusione orizzontale d’immagini rispetto alla creazione di oggetti unici; una lezione mutuata da Andy Warhol, con il suo approccio seriale e l’uso metodico della serigrafia. A conferma dell’esistenza di un legame quasi ereditario con Warhol, nel 2007, a Londra, viene organizzata al The Hospital in Covent Garden, l’esposizione “Warhol vs Banksy” prodotta dallo stesso Banksy. Nelle scorse settimane l’artista è tornato a far parlare di sé per una sua opera la “Baloon Girl” – la bambina con il palloncino rosso – che nel momento stesso in cui è stata venduta all’asta londinese di Sotheby’s, si è autodistrutta scivolando attraverso un tritadocumenti nascosto nella sua cornice. L’esposizione fiorentina nasce da una rigorosa selezione delle venti migliori immagini finora prodotte, e che hanno decretato il suo successo a livello planetario, ed anche una serigrafia della “Baloon Girl”. A corollario della mostra un’infografica sulla cronologia dell’artista, ampie schede storiche sulle opere, con documentazione fotografica, i “black books” originali, poster originali di sue mostre, banconote contraffatte e una selezione di video. Visitabile fino al 24 febbraio 2019.

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