All’Opera: L’Olandese Volante, bibliografia e libretto

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Per cominciare. Alcune riflessioni

La costruzione di una bibliografia per insegnanti che serva ad approfondire temi legati all’Olandese volante di Richard Wagner o che possa integrare il progetto all’opera di quest’anno in un più ampio percorso didattico non è semplice. Niente è semplice se si affronta Wagner. In primo luogo il rischio è quello di farsi trascinare in percorsi intellettualmente stimolanti, ma poco utili poi per il lavoro sul campo con i ragazzi (ma questo non mi pare brutto). In secondo luogo i testi consultabili sono a nostro parere complessi, soprattutto se intendono affrontare temi musicali. Un terzo ordine di problemi è legato alla scarsa disponibilità sul mercato (ma spesso anche in biblioteca) di testi tradotti in italiano. In linea generale ci sentiamo di suggerire che in tutti i casi da noi proposti, la lettura sia una lettura per adulti che, un po’ come fanno, credo, i pinguini o altri uccelli, devono mangiare, digerire e poi rendere commestibile per gli studenti i contenuti dei titoli che seguono. L’impostazione del lavoro con i ragazzi privilegia, anche sul piano drammaturgico, una linea che intende evidenziare l’importante struttura narrativa dell’Olandese, legata senz’altro alle leggende di mare note un po’ in tutto il mondo e messe per iscritto da Heine, (e quindi lette da Wagner),  ma anche ai grandi archetipi della letteratura della nostra tradizione, quali, a mo’ di esempio l’Odissea. In più, la premessa alla vicenda della dannazione dell’Olandese ci permette di affrontare con i ragazzi un tema centrale della riflessione contemporanea, ovvero quello del limite: l’Olandese è condannato perché non ha accettato il limite. Anche in questo senso viene immediato il parallelo con l’Ulisse dantesco, ma forse vale la pena discutere in classe sul complesso rapporto fra uomo  e natura, rapporto che implica un’idea di sviluppo sostenibile (un limite).

La vicenda è nota: un marinaio sfida le forze della natura e, pur di doppiare il Capo d Buona Speranza, accetta di navigare in eterno e senza pace fino alla fine dei tempi. Dio, o il diavolo, lo esaudisce, con una piccole e flebile speranza: l’Olandese, infatti potrà prendere terra ogni sette anni nella speranza di far innamorare una ragazza. Se questa lo amerà davvero e per sempre, finalmente, il marinaio dannato potrà avere pace. E questo avviene: Senta, infatti, figlia del mercante Daland, e già amata dal giovane Erik, aspetta in un certo senso il compiersi del suo destino, preda di un amore tanto forte quanto originale perché basato sulla vista di un ritratto dell’Olandese e sui racconti che ha sempre sentito raccontare. L’occasione giunge quando per una tempesta Daland incontra in una baia nei pressi della sua città l’Olandese: questi offre tesori incredibili in cambio della possibilità di conoscere la figlia del mercante. Tutto sembra funzionare da Dio: Daland, avido di denaro, vuole in tutti i modi che Senta sposi lo sconosciuto; la ragazza vuole fortemente legarsi a lui e salvarlo. I due s’incontrano: si piacciono. Iniziano già i festeggiamenti per le nozze (nei quali sono coinvolti anche i marinai/fantasmi dell’Olandese) quando Erik compie un estremo tentativo per  distogliere Senta da questo amore fatale . L’Olandese assiste, non visto, al dialogo dei due giovani e ne deduce che anche questa volta la promessa di amore eterno da parte di una donna è falso e che lui dovrà ricominciare ad errare per i mari. Ma Senta reagisce in modo estremo: mentre il marinaio molla gli ormeggi si getta da una rupe nel mare e “Subito il vascello dell’Olandese con tutto l’equipaggio affonda. Il mare si solleva in alto e cade quindi nuovamente a vortice. – Nel rosso ardente del sole che nasce, si vedono, sopra i rottami del vascello, le immagini di Senta e dell’Olandese, trasfigurate. Essi salgono su dal mare tenendosi abbracciati e svaniscono verso l’alto” .

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