Gli alberi raccontano..,.

Chi ha detto che gli alberi non parlano e non hanno voce, ha raccontato una bugia. Basta saperli ascoltare, osservare, toccare, interrogare. E’ dialogo antico, fatto di attenzione, sensibilità e silenzio. E’ materia difficile, va appresa da piccoli, ma non ci sono più nonni o genitori che abbiano il tempo per iniziare figli o nipoti a questa “arcaica” disciplina o cura di sè, che ancora oggi si chiama , iniziazione al gusto della bellezza attraverso l’uso dei sensi.

E’ questa la sfida che ogni anno proponiamo ai tanti bambini e ragazzi che affollano i nostri laboratori didattico-ambientali , corsi en plein air organizzati con la Fondazione Parchi Monumentali Bardini Peyron nel Parco Bardini, insieme al Comune di Firenze con . A primavera 2015 sono state ben 49 le classi delle Scuole elementari e medie che hanno scelto di partecipare ai nostri laboratori, per un totale di oltre mille presenze di bambini e insegnanti. Le nostre proposte didattiche ripetono un modulo ormai collaudato dai corsi iniziati nel 2011, che consiste essenzialmente nella scoperta del paesaggio e dei suoi elementi costitutivi. Non va sottovalutato il fatto che tutto questo avviene tra le statue, le fontane, i decori e le piante di un parco storico di 4 ettari, straordinaria terrazza affacciata sul panorama di Firenze. Un laboratorio a cielo aperto perscoprire dal vivo il paesaggio delle colline fiorentine, per dare nome ai monumenti che svettano sopra i tetti rosati della città, per incorniciare nel paesaggio anche monumenti verdi come cipressi, querce o altri alberi che- come ben sapevano i nostri artisti- sono beni culturali altrettanto importanti per comporre una veduta o un dipinto.
IMG_0334Si comincia così, accogliendo le scolaresche sul terrazzo della Villa in Costa San Giorgio, per scoprire il panorama, ascoltare la storia del che ha lasciato tutto questo ben di dio alla città e al mondo. Poi ci avviciniamo ad un cipresso. Poche decine di minuti di teoria, racconti di storie mitologiche legate a questo caratteristico albero, prima che l’esperta botanica (quest’anno si sono alternate le due laureate in Scienze forestali Ilaria Cutino e Laura Manetti) inviti i ragazzi a toccare, abbracciare la pianta, annusare, stropicciare fronde, aprire galbule e contare semi. IMG_0271Quindi si dà inizio al laboratorio nel luminoso spazio della Limonaia. Un locale attrezzato, con sgabelli, tavoli, carta, colla, forbici, pennarelli e materiale di ogni tipo, comprese le fronde verdi per ricostruire il proprio cipresso. Un’esperienza che ogni alunno fa singolarmente, disegnando e poi costruendo con vera corteccia e vere foglie, scrivendo poi il nome scientifico della pianta e dei suoi componenti.

Perchè “educazione ambientale e paesaggio” significano questo contatto, non decantare a parole la bellezza o la peculiarità della terra toscana, ma scoprirla, osservarla, e assaporarla quasi come un gelato.

Ed è questo che fanno con gioia e curiosità bambini e ragazzi.

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Ogni laboratorio dura 2 ore. E se ne possono seguire tre. Uno per ogni albero “tipico ed emblematico” del paesaggio toscano. La quercia, l’albero più sacro e venerato, il cipresso inconfondibile segno delle nostre colline, l’olivo antico come le montagne e che ha dato vita alla civiltà. E dal prossimo anno, debutterà un nuovo tema didattico, già sperimentato, dedicato a “La terra e i semi, e l’orto” con il nuovo orto o“Labirint-orto” che è stato costruito nel Parco Bardini. Un’immersione nella natura che prevede molti giochi didattici, esplorazioni dal vivo che entusiasmano alunni e insegnanti.

Con l’olivo e le sue caratteristiche, si scoprono e si classifiIMG_0453cano anche le forme delle foglie. Ed è con foglie vere che poi i ragazzi realizzano ritratti, autoritratti, animali di ogni genere, anche fantastici. Piccoli capolavori, che ci stupiscono sempre per creatività, invenzione e leggerezza. Ed è con la mastodontica quercia e i suoi frutti, con i due scoiattoli che vivono nel suo tronco antico e cavo lì a Bardini (e che si mettono spesso in mostra, per la gioia dei ragazzi..) che gli alunni ascoltano e imparano i segreti di specie e varietà, riproduzione e crescita delle piante.

 

 

L’altro laboratorio molto gettonato è quello sulle essenze aromatiche e odorose, presenti nel parco e coltivate in un apposito giardino delle aromatiche. Scoprire il racconto del mito di Apollo e Dafne significa imparare a riconoscere l’alloro, ascoltare la storia della dea della bellezza, Afrodite o Venere, vale per il delicato sentore del mirto, e poi il limone, il rosmarino, la ruta, l’erba cipollina, il finocchio, l’origano, il prezzemolo, la salvia…. Nasi e olfatto al lavoro, per annusare profumi, fragranze, odori buoni o acri, scoprire un alfabeto dell’olfatto. Quindi via al quiz che vede premiata la squadra di alunni che sa riconoscere arbusti, foglie e indovinare il maggior numero di nomi di piante aromatiche.

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C’è spazio per apprendere e giocare insieme, per fare merenda o il picnic nei prati del parco. Ci ripaga l’allegria e l’entusiasmo dei ragazzi e l’approvazione degli insegnanti che non mancano il nostro appuntamento, che ripeteremo il prossimo anno a primavera. Quando il giardino Bardini sfodera tutti i suoi alberi in fiore, colora la galleria dei glicini con le numerose sfumature dal bianco-rosa al viola, regala camelie di ogni colore e diventa davvero un laboratorio di bellezza affacciato su Firenze.

Mara Amorevoli

coordinatrice del Progetto Gli alberi raccontano (info 055-20066206)

Le foto sono state scelte tra i lavori delle seguenti scolaresche delle Scuole elementari e medie del Comune di Firenze Dino Compagni, La Pira, Damiano Chiesa, San Francesco, Vamba, Lavagnini, Calvino, Petrarca, De Filippo, Vittorio Veneto, Matteotti, Fanciulli e della Lombardo Radice di Sesto Fiorentino