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Al Canto al Ballo. Come un giorno nacque l’opera, a Firenze

8 Ott 2015

Uno spettacolo di Manu Lalli con un nuovo allestimento in collaborazione tra il Conservatorio di Musica “Luigi Cherubini” di Firenze e Venti Lucenti che debutterà al Teatro Goldoni da Giovedì 12 Novembre 2015.

Una rappresentazione originale e dinamica che racconta come i fiorentini, nel 1600, “inventarono” l’opera, un genere che avrebbe dominato l’Europa nei tre secoli successivi. Mentre ci si preparava alla rappresentazione in Palazzo Pitti dell’Euridice di Jacopo Peri e Giulio Caccini, divampavano le discussioni fra i componenti della Camerata de’ Bardi e nascevano amori fra le primedonne e i cronisti dell’epoca. Orfeo si metteva in cerca della sua sposa, l’opera iniziava il suo cammino. Tanti compositori avrebbero rivestito di stupende note questa meravigliosa avventura.

Programma degli spettacoli:alcantoalballo

Gio 12 novembre, ore 20:00
Sab 14 novembre, ore 16:30
Mer 18 novembre, ore 20:00
Mer 11 novembre, ore 10:00
Ven 13 novembre, ore 10:00
Mar 17 novembre, ore 10:00
Mer  18 novembre, ore 10:00

Acquisto biglietti www.operadifirenze.it

Direttore
Carlomoreno Volpini

Regia
Manu Lalli

Scene
Roberta Lazzeri

Coro di voci bianche di Opera in campo e della Scuola secondaria di I grado dell’Istituto San Giuseppe di Firenze

Ensemble di Musica Antica e Strumentisti del Conservatorio di Musica “Luigi Cherubini” di Firenze

Attori
Francesco Pomicino (Giulio Caccini, musicista/Ruffo, attore della commedia dell’arte)
Michele Monasta (Jacopo Peri, musicista/Bastiano, capocomico della commedia dell’arte)
Chiara Casalbuoni (Francesca Caccini, musicista/Flora, attrice della commedia dell’arte)
Gabriele Zini (Michelangelo Buonarroti il Giovane/Ruffo, attore della commedia dell’arte)
Cecilia Russo (Isabella, primadonna della commedia dell’arte)
Luca Baldini (Ulio, attore della commedia dell’arte)
Federico Zini (Liso, attore della commedia dell’arte)
Andrea Landi (Ottavio Rinuccini, poeta /Baccio, attore della commedia dell’arte)

Cantanti
Dioklea Hoxha
Beatriz Oyarzabal Pinan
Yerzhan Tazhimbetov
Paolo Breda Bulgherini

Per conoscere alcuni approfondimenti storico – bibliografici su “Al canto al ballo”  CONTINUA A LEGGERE 

Alcune cose da sapere

Siamo nel 1600 a Firenze. Firenze è stata una città importantissima nel Rinascimento: la forza economica e politica della famiglia dei Medici si era tradotta in una stagione di artisti assolutamente straordinari (e poi tanti). Palazzi, Chiese, quadri, statue ….. erano, e sono, là a testimoniare un passato di ricchezza e potere. E pensate che anche nel resto del mondo, ancora oggi, le opere d’arte del rinascimento fiorentino sono famose: pensate a quanta gente prende l’aereo per venire a vedere le opere che si trovano negli Uffizi.

Equilibrio, armonia, amore del bello, ma anche arditezza, sperimentazione, curiosità e senso pratico, voglia di guadagnare e star bene: questi alcuni degli ingredienti della fortuna di Firenze dal 1200 al 1500. E questa è l’eredità e l’orizzonte di un gruppo di fiorentini, letterati e musicisti, che si ritrovano a casa del Conte Bardi e che discutono, molto. Non sono contenti del modo nel quale è utilizzata in teatro la musica e dopo discussioni, litigi, letture inventano il “recitar cantando” ovvero il melodramma. Tutti sanno, più o meno cosa sia un’opera lirica, vero? L’Opera è uno spettacolo pieno di musica: inizia, musica; un signore deve dire una cosa, canta; la moglie gli risponde, canta; uno muore, canta; uno si innamora, canta; per dire che ho fretta, canto venti minuti …….

Ma com’era prima? La musica a teatro era sempre stata usata. La novità che appare nel 1600 è che per la prima volta si musica interamente uno spettacolo, tutto. Questo non vuol dire soltanto che c’è tanta musica in scena, ma soprattutto che anche se non sembra possibile, verosimile, la musica e il canto ci sono sempre.

Non è stata una pensata improvvisa. Già la musica veniva usata nel teatro rinascimentale: per quello che possiamo sapere, o intuire, la musica era nei drammi sacri, nelle tragedie, nelle commedie (per esempio come intermezzo fra un atto e un altro), nelle favole pastorali (nelle quali era verosimile che personaggi completamente inventati e favolosi potessero esprimersi …. cantando). Ma pensate anche alle feste, i balli, al carnevale. Musica ovunque.

La musica in uso nel Cinquecento normalmente era il canto polifonico (pensate ai madrigali) e questo non si adattava alle necessità di un vero e proprio spettacolo sulla scena (infatti, normalmente la corte e la chiesa erano i luoghi nei quali si faceva musica) e al dialogo fra cantanti/attori.

Ricerca di quella che poteva essere la musica dell’antica Grecia e insoddisfazione per la musica predominante sono i due poli verso i quali si muove la Camerata dei Bardi, una sorta di ritrovo di personaggi amanti dell’antichità e curiosi. La musica dell’antica Grecia nessuno l’aveva mai sentita, ma considerando l’importanza che la cultura greca rivestiva per  ogni uomo colto del Rinascimento (la cultura definita “classica” era l’unico vero riferimento per gli artisti del Cinquecento) e la fama che il teatro greco aveva presso gli intellettuali del tempo, non è assurdo che alcuni uomini (fra questi Vincenzo, il padre di Galileo Galilei) si fossero gettati a cercare notizie sulla musica dell’antica Grecia, che doveva, diciamo per definizione, essere bellissima. Ma un famosissimo critico musicale, Massimo Mila, sostiene che l’idea di riscoprire la musica che si suonava e cantava ad Atene, magari nel IV sec. a.C., fosse soltanto una scusa, una sorta di marchio con il quale garantire la qualità di una nuova forma musicale. E sinceramente non si può certo dire che la musica dell’epoca fosse brutta: Palestrina, Cipriano De Rore, Ludovico da Vittoria, Orlando di Lasso (e questi sono i più famosi …) erano bravini davvero. Il problema è che in questi anni si assiste ad un vero e proprio rivolgimento (una rivoluzione?) nel modo di ascoltare la musica: si comincia ad ascoltare con piacere una voce con l’accompagnamento. Ed ecco cosa si pensa nella Camerata: se cantando si pronunciano delle parole, bisogna capirle (sennò tanto vale fare la, la ,la). Letterati erano Giovanni Bardi e Jacopo Corsi che collaborarono e aiutarono, anche economicamente i musicisti Jacopo Peri, Giulio Caccini, i quali misero in musica le parole del poeta Ottavio Rinuccini. “In armonia favellare”, questo doveva essere il recitar cantando, ovvero il melodramma.

Da qui nasce un fenomeno, perché non si può chiamare soltanto un genere musicale, che ci ha fatto diventare famosi nel mondo: ovunque infatti si assiste alla messa in scena di opere di Bellini, Donizetti, Rossini, Verdi, Puccini … e anche moltissimi musicisti stranieri hanno seguito la strada tracciata a Firenze nel 1600 ed hanno composto opere liriche, fra questi Mozart, Bizet, Wagner …

N.B. Attenzione: non è un caso che la prima opera, almeno quella di cui abbiamo notizia, parli di Orfeo. La prima opera infatti si ritiene l’Euridice (la moglie di Orfeo) della premiata ditta Peri, Caccini, Rinuccini. Nell’antichità, infatti, Orfeo era ritenuto il più bravo cantante di tutti, tanto bravo che addirittura le piante e i sassi lo seguivano mentre passava e suonava

 

Breve bibliografia Al canto al ballo

Premessa. Costruire una bibliografia è un processo lento e difficile (e, soprattutto, sempre provvisorio). Quella su Al canto al ballo, in base alla funzione didattica che può assolvere, rappresenta un’intersezione di numerosi insiemi : quello delle varie storie della musica e del melodramma; quello dei testi sull’ambiente fiorentino e italiano nel Seicento; quello sui temi che possiamo isolare nell’opera, su tutti la favola di Orfeo e Euridice). La difficoltà maggiore sarà quella della scelta: la bibliografia diventa utile se non si basa sulla quantità dei volumi, ma sulla loro funzionalità.

Storie della musica (cenni sulla nascita del melodramma)

MASSIMO MILA, Breve storia della musica, Torino, Einaudi, 1963 (molte le edizioni successive), un classico e interessante profilo di storia della musica di un grande.

M.BARONI, E. FUBINI, P. PERUZZI, P. SANTI, G. VINAY, Storia della musica, Torino, Einaudi, 1988.

LORENZO BIANCONI, Il Seicento, Storia della musica a cura della Società Italiana di Musicologia, vol. V, Torino, EDT, 1982

Sul genere vi segnaliamo le più recenti:

FRANCO DORSI, GIUSEPPE RAUSA, Storia dell’opera italiana, Milano, Mondadori, 2000.

VITTORIO COLETTI, Da Monteverdi a Puccini. Introduzione all’opera italiana, Torino, Einaudi, 2003

GLORIA STAFFIERI, Un teatro tutto cantato. Introduzione all’opera italiana, Roma, Carocci, 2012

LORENZO BIANCONI, Il teatro d’opera in Italia, Bologna, Il Mulino, 1993.

LORENZO ARRUGA, Il teatro d’opera italiano. Una storia, Milano, Feltrinelli, 2009.

ANGELO SOLERTI, Gli albori del melodramma, Georg Olms Verlag Hildesheim, 1969 (sono 4 volumi, copia dell’edizione Sandron, molto arduo da trovare e soprattutto … da leggere).

Sull’ambiente fiorentino

SARA MAMONE, Il teatro nella Firenze medicea, Milano, Mursia, 1981.

Il teatro dei Medici, Firenze, Vallecchi, 1980 (numero speciale dei Quaderni di teatro)

Il potere e lo spazio. La scena del principe, Firenze, Edizioni Medicee, 1980 (Catalogo della mostra che ebbe luogo all’interno delle iniziative su Firenze e la Toscana dei Medici nell’Europa del Cinquecento.

SeiSettecento, Libera cattedra di storia della civiltà fiorentina, Firenze, Sansoni, 1955 (in questo volume c’è un saggio molto interessante di Massimo Mila sulla nascita del melodramma).

Sulla favola di Orfeo

I  canonici testi quali Le metamorfosi di Ovidio, Le georgiche di Virgilio, La fabula di Orfeo di Poliziano, Orfeo, Euridice e Ermes di Rilke, i Dialoghi con Leucò di Pavese, l’Orfeo di Coucteau.

Orfeo, variazioni sul mito. A cura di Maria Grazia Ciani e Andrea Rodighiero Venezia, Marsilio, 2004

Orfeo e le sue metamorfosi. Mito, arte, poesia, A cura di Giuliano Guidorizzi e Marxiano Melotti, Roma, Carocci, 2005.

CLARLES SEGAL, Orfeo, Il mito del poeta, Torino, Einaudi, 1995.

REYNAL SOREL, Orfeo e l’orfismo, Nardò (LE), Besa Editore, 2003.

 


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