P.A.S.S.I. Performing Arts Scuola Società Inclusione

Un progetto per favorire l'inclusione educativa e sociale attraverso la contaminazione tra arti perfomative e tecnologia. Un dialogo tra comunità educante e scuola al tempo del Covid. Teatro, Musica, Danza, Nuove tecnologie e Robotica per ritrovarsi.

Destinatari

Scuola secondaria 1 grado Istituto Comprensivo Barsanti

Partner

Cospe Onlus – Cango Compagnia Virgilio Sieni – Terza Cultura – Scuola di Musica di Fiesole – Fondazione Teatro della Toscana – Consorzio Martin Luther King

Contatti

info@portaleragazzi.it

P.A.S.S.I. è un progetto realizzato con il contributo di Fondazione CR Firenze per la creazione di una scuola più inclusiva, innovativa e aperta.

Vuole essere una riposta organica, veloce e modulare all’emergenza per facilitare il recupero di competenze e contribuire a creare un clima educativo più favorevole sia a scuola che in famiglia. Il progetto si compone di azioni sperimentali, innovative e multidisciplinari legate alle arti performative quali leve per il recupero scolastico e che forniranno lo spunto per una riflessione legata a questo complesso momento.

Un partenariato di eccellenze del territorio fiorentino che, con il coordinamento di Cospe, ha animato la scuola secondaria di 1° grado Barsanti coinvolgendo tutte le classi durante l’anno scolastico 2020-21.

Un percorso di laboratori educativi e didattici legati da un filo conduttore comune: la riappropriazione del corpo, dello spazio e delle abilità espressive dopo e durante l’esperienza pandemica.

Il percorso di studio assistito del Consorzio Martin Luther King. Il corso di avviamento all’espressione della Fondazione Teatro della Toscana. I laboratori sull’arte del gesto del Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni. I laboratori di educazione musicale e orientamento allo strumento realizzati dalla Scuola di Musica di Fiesole. I laboratori di robotica educativa “Beyond the body” di Terza Cultura. Il laboratorio “Play your role” sull’uso consapevole di Internet e dei social media di COSPE

Le attività di PASSI hanno rappresentato l’occasione per rafforzare le relazioni e per ragionare con loro sulle dinamiche che si sono venute a creare in un contesto segnato dalla pandemia, con l’intento di aiutarli a riappropriarsi dei loro spazi e delle relazioni con i pari.

Ecco il video-racconto curato da Contro-Radio

Con il contributo del settore Educazione Istruzione e Formazione di

Cospe è un’associazione no profit che dal 1983 lavora in 25 paesi del mondo per la costruzione di una società in cui la diversità sia considerata un valore.

“Lavoriamo per un mondo a tante voci, dove la diversità è il bene più prezioso, dove nell’incontro ci si contamina e ci si arricchisce”

Laboratorio ‘Play you role!’

Cospe ha svolto un percorso didattico sull’uso consapevole di internet e dei social media con 5 classi della scuola secondaria di primo grado Barsanti, sia in modalità online che offline. Durante il percorso, della durata di 6 ore per classe, i ragazzi e le ragazze hanno affrontato la tematica dei fenomeni e i discorsi di odio online e come é possibile contrastarli.

P.A.S.S.I Laboratorio Play your role

Il laboratorio é stato uno spazio cruciale, soprattutto a fronte delle restrizioni date dall’emergenza pandemica, per riflettere e confrontarsi con i compagni/e di classe anche su temi di attualità come il disegno di legge contro l’odio omo-transfobico e le discriminazioni che si manifestano nei social network che i ragazzi usano quotidianamente.  Sono stati analizzati anche gli stereotipi e il discorso d’odio presenti nei videogiochi e nelle chat di gioco ed è stato chiesto ai partecipanti di realizzare un avatar, tramite l’utilizzo di un’app, che ribaltasse gli stereotipi che si trovano all’interno dei giochi più popolari tra i giovani. Gli studenti e le studentesse hanno avuto l’occasione di riflettere su un fenomeno complesso e di poter analizzare sia i propri comportamenti in rete che le strategie più efficaci per costruire una comunità aperta e accogliente.

Potersi relazionare con i propri compagni e discutere di temi come i discorsi d’odio razzisti e sessisti a scuola è stato uno degli aspetti più apprezzati dei laboratori, così come la possibilità di imparare ad utilizzare i social in modo più consapevole. Dai questionari di valutazione dei percorsi è emerso che tra le cose che i ragazzi e le ragazze hanno scoperto  ci sono ‘il significato e l’importanza di parlare di queste cose’ e che ‘siamo tutti diversi e dobbiamo accettarci così come siamo’.

La compagnia Virgilio Sieni dal 1992 costruisce, attraverso un percorso scandito da cicli tematici, un linguaggio coreografico in continua evoluzione. Nel 2007 fonda l’Accademia sull’arte del gesto che sviluppa un programma inedito di formazione con un continuum di progetti inclusivi che accomunano danzatori e persone di tutte le età, dall’infanzia alla terza età fino ai non vedenti.

Laboratorio sull’arte del gesto

Il laboratorio, condotto con quattro  classi prime della scuola secondaria di primo grado Barsanti, è stato un percorso di sensibilizzazione sui linguaggi della danza che ha invitato a sperimentare il proprio corpo come mezzo di comunicazione e di scoperta di nuovi modi di relazionarsi con lo spazio e con l’altro da sé. La danza, ponendo l’attenzione al gesto e alle sue qualità relazionali ed emozionali, si pone come pratica fondante per esperienze inclusive di apprendimento e ha portato  le ragazze e i ragazzi a scoprire  nuovi modi di relazionarsi con il proprio corpo.

Le attività sono nate dall’esigenza di coinvolgere gli adolescenti in attività innovative e multidisciplinari per rispondere agli effetti che la pandemia sta generando sulla società e sull’educazione. Durante il laboratorio, con esercizi singoli, in coppia e in gruppo si sono stimolate esperienze di consapevolezza fisica e spaziale, ponendo sempre l’attenzione alla relazione con l’altro e allo sviluppo di abilità motorie e sensoriali, attraverso un approccio rivolto alla creatività e alla libera esplorazione.

Proponendo sequenze di movimento sui temi dello spazio tattile è stato possibile trasformare l’impossibilità di toccarsi in un’occasione di studio sul senso della vicinanza e sull’importanza dell’osservare e dell’immaginare l’altro.

P.A.S.S.I Laboratorio sull’arte del gesto

Gli incontri, svolti tra spazi interni ed esterni della scuola, si sono conclusi con la creazione di un filmato in cui i ragazzi, divisi in piccoli gruppi, hanno elaborato brevi sequenze di movimento adattate ad uno spazio esterno. L’osservazione e la scelta dell’ambiente ha condotto i ragazzi ad agire nei luoghi della scuola con un nuovo punto di vista e li ha invitati a rielaborare il materiale precedentemente composto. Ogni gruppo ha così sviluppato strategie di relazione e di adattamento, nonché scelte specifiche per la condivisione del lavoro svolto. I feedback dei ragazzi sono stati sorprendenti perché hanno messo in evidenza quanto il movimento possa farsi veicolo di apprendimento, divertimento, sviluppo emotivo e creazione di relazione.

La Fondazione Teatro della Toscana, Teatro Nazionale, è costituita ed opera sui principi di un Teatro d’Arte orientato ai Giovani con un costante sguardo all’Europa e ha nella Lingua Italiana la materia prima del suo agire intorno ai temi di Arte, Scienza, Educazione/Formazione, Ambiente per la formazione di un attore “artigiano di una tradizione vivente”. La Fondazione fonda il proprio lavoro sul lascito pedagogico e culturale di Orazio Costa, la cui metodologia è attuata e divulgata attraverso il CAE – Centro Avviamento all’Espressione.

Corso di Avviamento all’Espressione

Lo scopo del laboratorio teatrale svolto presso l’Istituto Barsanti – grazie al progetto PASSI – è stato in particolare quello di contribuire, insieme ai docenti, a stimolare l’immaginazione e la creatività dei partecipanti utilizzando il testo scelto dai responsabili scolastici del laboratorio, applicando gli stessi principi pedagogici che il Centro utilizza in tutti i suoi corsi.

Si è innanzitutto lavorato sulla concentrazione attraverso esercizi, ludici e non. I ragazzi hanno risposto positivamente agli stimoli proposti, iniziando anche a comprendere il rapporto tra il movimento del corpo e la voce, rapporto che è alla base della comunicazione e quindi della creatività umana.

Allo stesso tempo, lavorando su immagini mimiche focalizzate nei quattro elementi della natura in rapporto con i testi prescelti dai responsabili scolastici, è stato possibile mettere in evidenza in modo del tutto istintivo il fattore ritmico come ulteriore elemento di condivisione comunicativa e di coscienza di comunità.

Corso pomeridiano di Avviamento all’Espressione – Fondazione Teatro Toscana

I ragazzi partecipanti hanno evidenziato, con le loro osservazioni, quanto il teatro possa servire nella vita di tutti i giorni, come sia fonte di emozione e anche strumento per superare le proprie paure e timidezze. Senza dimenticare quanto dia la possibilità di divertirsi e, non ultimo, sia stato bello potersi muovere con il corpo in un periodo in cui per ovvi motivi è stato molto difficile farlo.

Terza Cultura nasce nel 2014 come spin off dell’Università di Firenze dall’esperienza di formatori e ricercatori per occuparsi di divulgazione scientifica e progettazione educativa. La sua mission è quella di superare la dicotomia tra il sapere scientifico e quello umanistico e di integrare le conoscenze attraverso il fare.

La scienza è complicata? Te la spieghiamo noi! Con questo motto TC nel 2016 ha fondato IL_LABORATORIO primo spazio attrezzato a Firenze per il pensiero computazionale e le STEAM.

Beyond the body: robotica&danza

Il percorso, sviluppato con le classi terze, nasce dall’idea di mettere a confronto naturale e artificiale, il robot e l’uomo, il corpo con la macchina.

Un percorso di robotica educativa con Mindstorm Lego Ev3 che conduce ragazze e ragazzi a scoprire cos’è un robot e come si differenzia da noi, facendo esperienza delle nuove tecnologie in modo totalmente diverso dall’uso quotidiano. Imparare a “programmare un robot” ed a “codificare” con la mente, le mani ed il corpo: questa è stata la sfida

Attraverso esercizi di programmazione di movimenti e di rilevazione delle condizioni dell’ambiente da parte dei sensori, i giovani hanno compreso come funzionano i processi “intelligenti” che spesso utilizzano. Quindi comparando i comportamenti naturali e artificiali è stato possibile creare un ponte tra il corpo ed il linguaggio non verbale il robot e delle sue parti ed attivare processi di codifica e decodifica dei linguaggi corporei ed informatici.

Le attività si sono concluse con un esperimento di “ibridazione” con il laboratorio sul gesto della Compagnia Virgilio Sieni. Alcuni ragazzi di 3a hanno spiegato e mostrato il funzionamento del robot EV3 ai compagni delle 1e quindi hanno assistito alla prova della coreografia da loro realizzata e hanno programmato il robot Ev3 affinchè, con uno smartphone, riprendesse dal basso la coreografia.