La Carta di Identita' del Mio Robot …Continua

 Anche quest’anno nell’ambito del monitoraggio del progetto “Progettiamo e costruiamo un Robot” da parte dell’Università di Firenze (Dispo) la dott.ssa Carlotta Bizzarri ha proposto, ai bambini delle scuole primarie che aderiscono al progetto, di realizzare la carta di identità del “mio robot”.

 

Perché la carta di identità del “mio robot”? Perché è stata scelta come strumento di facile comprensione per far riflettere i bambini sul concetto di identità nella relazione tra l’uomo e la macchina.

 

Infatti uno degli aspetti più importanti, su cui le nuove tecnologie influiscono maggiormente è proprio la costruzione dell’identità soprattutto per le nuove generazioni.

Dunque nel caso della robotica è necessario attivare, da una parte, la consapevolezza della differenza tra bambino e robot, quindi, dall’altra, riflettere sulle rispettive identità.

 

Riflessione, gioco, fantasia e nozioni apprese, durante la costruzione e la programmazione del robot, hanno contribuito alla definizione del “mio robot”, ovvero del robot che ognuno dei bambini desidererebbe.

Attraverso i disegni e le descrizioni i bambini hanno rappresentato il robot come “altro” da loro stessi, ma pur sempre con una specifica identità (caratteristiche fisiche, forma, funzioni, etc). A volte rispecchiando i propri interessi, le proprie paure ed i proprio desideri, semplicemente vedendo nel robot un compagno di gioco oppure un aiuto per le persone anziane o in difficoltà, altre volte proiettando nel robot le proprie aspirazioni di un futuro lavoro, altre volte dando anche una connotazione violenta al robot.

Creatività, proiezione del Sé, senso pratico, identificazione e differenziazione si ritrovano nelle belle “creazioni” delle carte di identità del robot come possiamo vedere dai lavori della classe 4B della Scuola Primaria Villani.

Eccole a voi!

A cura di Carlotta Bizarri

 

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