Quanta strada su quei sandali: l'Italia e il valore geo-politico dello sport

Lucio CaraccioloUltimo appuntamento per l'Identità Italiana. Otto lezioni per raccontare come siamo diventanti una nazione. La conferenza è stata tenuta da Lucio Caracciolo, direttore della rivista "Limes", lo scorso 6 marzo al cinema Odeon di Firenze. La registrazione audio è disponibile al termine di questo articolo.

Per un paese alla costante ricerca di ciò che lo tiene insieme – e quindi anche di ciò che lo divide – lo sport assume un peculiare valore geopolitico. Se la Ferrari perde una gara di Formula 1, ecco le inevitabili polemiche sulle ambizioni politiche del suo presidente; se la Nazionale si fa eliminare dal Mondiale, parte la litania sul suo declino calcistico.

Di contro, spiccano la vittoria di Gino Bartali al Tour de France del 1948 o quella della Nazionale di Bearzot ai Mondiali del 1982: la prima avrebbe salvato l'Italia dalla guerra civile, la seconda sugellato gli d'oro della "Milano da bere".
Difficile trovare un altro paese dove la commistione fra ermeneutica dell'evento sportivo e anamnesi della nazione abbiano toccato vette simili.

Alcuni interpretano questo intreccio come riprova della fragilità del nostro essere italiani, altri non vi vedono altro che la conferma del carattere plurale del nostro sentirci anche italiani.
 

Lucio Caracciolo è direttore di "Limes"

* per ascoltare la traccia audio cliccare sul tasto play dal lettore sottostante

La lezione è stata introdotta da Raffaele Palumbo