Spettacoli per ragazzi al Teatro Everest

Teatro EverestDue gli appuntamenti per Teatro Ragazzi al teatro everest tra marzo e aprile.

DOMENICA 28 MARZO 2010 alle ore 16.30 è la volta di La Sposa Sirena liberamente tratto dalle Fiabe Italiane di I. Calvino Lo spettacolo fa parte del progetto A scuola con le ali nato all'interno del Corso di Formazione Teatrale per insegnanti e personale ATA, condotto da Vincenzo Calenzo

 

Siamo un gruppo di insegnanti e di ATA. che si sono conosciuti frequentando i corsi di formazione, condotti dal pedagogista teatrale Vincenzo Calenzo. I corsi sono stati organizzati presso l’Istituto Professionale Alberghiero “G. Matteotti” di Pisa, per iniziativa di alcuni docenti della scuola, interessati a sperimentare nel contesto scolastico la metodologia del laboratorio teatrale. Il primo esperimento è nato cinque anni fa ed è proseguito negli anni successivi con l’avvicendarsi di diversi docenti e ATA, che hanno avuto l’opportunità di riflettere sul loro ruolo di educatori e di imparare, attraverso il linguaggio del corpo e la performance teatrale, un modo nuovo di fare scuola, più fantasioso e creativo.

 

La consapevolezza del valore del percorso svolto in questi anni ha fatto nascere il desiderio di costituire un gruppo e di portare la nostra esperienza fuori dalla scuola. Presentare lo spettacolo nella Rassegna Teatrale dell’Everest è per noi una nuova sfida, che ci appassiona." La storia racconta di una bella donna il cui marito era marinaio. Questo marinaio navigava e stava lontano anni e anni, e mentre era via un re di quel paese si innamorò della sua sposa e tanto disse e tanto fece che la sposa scappò via con lui. Il marinaio quando sbarcò trovò la casa vuota…

 

DOMENICA 11 APRILE 2010 ore 16.30 è in scena la compagnia Il Paracadute di Icaro con lo spettacolo PADRON DI CECI E FAVE ancora una volta liberamente tratto dalle Fiabe Italiane di I. Calvino. La rreazione scenica è di Vincenzo Calenzo e Marta Checchi che cura anche le coreografie. La Storia racconta di un certo Don Giovanni Miseranti, che a mezzogiorno si sognava il pranzo e alla sera la cena, e di notte se li sognava tutti e due.

 

Un giorno con la fame che gli allungava le budella, camminando, solo, in mezzo ad un immondezzaio disse: “O sorte mia così mi hai abbandonato!”. La fame era così tanta quella volta, ma così tanta, che cominciò ad avere delle allucinazioni e a vedere intorno a sé creature mai viste, che sembravano buone, poi cattive, e poi ancora buone…