Shoah, i ragazzi danno l'esempio

rogo della memoriaLo scorso 27 gennaio è stato presentato presso i locali della biblioteca e in piazza Matteotti di Scandicci un documentario sulla Shoah realizzato da un gruppo di studenti che trae origine da un evento su questo tema organizzato lo scorso anno da Scandicci Cultura. L'iniziativa, frutto di un percorso laboratoriale in collaborazione con l'associazione Venti Lucenti ha prodotto il documentario intitolato " Il Rogo della memoria", a cura di PamFiction.

rogo della memoriaLo scorso 27 gennaio è stato presentato presso i locali della biblioteca e in piazza Matteotti di Scandicci un documentario sulla Shoah realizzato da un gruppo di studenti che trae origine da un evento su questo tema organizzato lo scorso anno da Scandicci Cultura. L'iniziativa, frutto di un percorso laboratoriale in collaborazione con l'associazione Venti Lucenti ha prodotto il documentario intitolato " Il Rogo della memoria", a cura di PamFiction.

Il documentario ritrae la storia di "uomini libro", impegnati a salvaguardare la trasmissione della cultura. Accompagnati da musiche Klezmer, gli uomini libro, uno ad uno, hanno dato fuoco ai libri, rievocando lo scempio compiuto dal regime nazifascista nel 1933.

Ma in questi giorni sono molte le iniziative per ricordare le vittime dello Shoah, come quella del Treno della Memoria. Anche quest'anno, il 26 gennaio, centinaia di ragazzi si sono recati al campo di Auschwitz per la visita del museo, accompagnati dalla delegazione del consiglio regionale toscano e l'assessore alla cultura Cristina Scaletti.

Nel corso della giornata i ragazzi hanno incontrarato testimoni e sopravvissuti, come le sorelle Andra e Tatiana Bucci, allora bambine e sopravvissute al campo di Birkenau, Marcello Martini, staffetta partigiana originaria di Montemurlo in provincia di Prato che a soli quattordici anni fu deportato a Mathausen, e Antonio Ceseri, uno dei 600 mila soldati che dopo l'armistizio dell'8 settembre furono catturati dai tedeschi, rimase vivo quasi per miracolo dopo la strage di Treuenbrietzen.

Fonte: La Nazione