Nuove Tecnologie e Scuola

ATTENZIONE: Questo articolo è stato archiviato. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

di Stefano Errico*

Gli sforzi si moltiplicano. Le Nuove Tecnologie si diffondono sempre più profondamente nella nostra vita quotidiana, nella comunicazione come nell'intrattenimento.

La Scuola vede anno dopo anno crescere l'esigenza di identificare, in mezzo al proliferare di attività e progetti di varia natura, percorsi che consentano la formazione didattica nel campo dell'Informatica e dei Nuovi Media, accompagnando con attenzione e sensibilità alla continuità i nostri alunni, già a partire dall'età di 5-6 anni. Le esperienze si moltiplicano. In pochi anni l'alfabetizzazione all'uso del computer e le applicazioni in ambito didattico per i vari ordini scolastici, vanno ampliandosi in modo sempre più rapido ed evidente, ed internet si dimostra più che mai utile nella diffusione e condivisione delle esperienze, anche fra gli insegnanti e proprio per l'insegnamento.

 

Il Ministero dell'Istruzione mette in campo sempre più frequentemente nuove iniziative atte a favorire tanto l'aggiornamento e la formazione degli insegnanti quanto l'innovazione dei metodi di insegnamento, ma quello che ancora inevitabilmente manca nel contesto in oggetto, è il consolidamento di alcune buone pratiche che, in modo diffuso e condiviso nel tempo, consentano un'istruzione in campo informatico più idonea e “al passo coi tempi”.

 

palmareI giovani crescono immersi nella tecnologia. Si pensi alla diffusione dei Personal Computer e delle connessioni ADSL, dei telefoni cellulari, delle console portatili o dei lettori mp3. I nostri ragazzi rappresentano un nuovo target per le aziende produttrici di nuove tecnologie e servizi collegati. Ma la scuola quanto è in grado di educarli e formarli ad una corretta fruizione?

Durante gli ultimi cinque anni di insegnamento dell'Informatica ad alunni di Scuole Primarie e Secondarie di Firenze, ho avuto modo di constatare che il concetto di 'digital divide', originariamente riferito al divario esistente nell'accesso alle Nuove Tecnologie in una prospettiva globale, può essere interpretato in modo più strettamente riferito alla differenze di conoscenza delle Nuove Tecnologie fra generazioni, anche molto vicine fra loro. Gli insegnanti delle nostre scuole devono ancora acquisire pienamente una forma di sensibilità d'approccio all'uso del PC e dei tanti accessori di corredo (scanner, macchine fotografiche digitali, webcam e internet, ecc), come veri strumenti di integrazione alla didattica e non solo come ‘qualcosa in più’, sfruttando il potenziale interdisciplinare che essi offrono per tutte le fasce d'età.

 

 

Molti insegnanti chiamati in prima persona ad interessarsi agli aspetti didattici dell'Informatica, a partire dalla gestione ed organizzazione delle attività dell'aula di informatica della propria scuola, sono sempre più spesso protagonisti di questa sorta di rincorsa finalizzata a colmare il ‘divario’. A tal proposito mi preme raccontare un aneddoto vissuto in prima persona con un alunno di 14 anni. Durante una lezione di informatica in laboratorio, un mio allievo imbarazzato dal fatto di non saper rispondere alla domanda “che differenza c'è fra un file ed un programma?”, mi ha orgogliosamente mostrato un video caricato su YouTube realizzato riprendendo dal televisore con il telefonino il replay di un'azione di calcio realizzata con uno dei più diffusi videogiochi per console in commercio! Purtroppo ancora accade che molti insegnanti non siano in grado né di rispondere alla stessa domanda, né di usare in modo così 'integrato' il cellulare, una connessione web e una console.

 

Le Nuove Tecnologie sono oggetti di consumo e l'educazione al consumo consapevole credo che debba raggiungere, anche per questo settore, le classi delle scuole di tutti gli ordini, alunni ed insegnanti, attraverso linee guida che, lasciando comunque libero spazio alle interpretazioni personali, favoriscano in modo netto e preciso dei percorsi di continuità.

 

robot LEGONegli ultimi tempi si è cominciato a parlare sempre più diffusamente di robotica e dell’opportunità di utilizzare il computer e gli strumenti interattivi nelle scuole di primo grado. Il matematico Seymour Papert teorizza già da molti anni un metodo di insegnamento che vede nella realizzazione pratica delle esperienze educative il miglior veicolo di apprendimento (Costruzionismo). Personalmente ritengo che oggi, proprio a fronte della diffusione della tecnologia nel nostro quotidiano e della corretta educazione al suo utilizzo sin da giovanissimi, più che mai questi argomenti risultino essere attuali.

 

Numerose realtà on-line quale è ad esempio il Portale Ragazzi, rappresentano il veicolo a disposizione di tutti noi per condividere le esperienze, integrarle e rendersi partecipi di questa fase dell'evoluzione, che brucia le tappe, che divora il tempo con rapidità impressionante e che vedrà protagonisti nel prossimo futuro i nostri ragazzi insieme ai giovani di tutto il mondo.


*Ingegnere elettronico e Docente di informatica