La scultura racconta. Edizione 2008 / 2009

    

        ATTENZIONE: Questo articolo è stato archiviato. Alcuni links e argomenti trattati potrebbero non essere più validi.

Museo MariniIn questo percorso le opere di Marino Marini – cavalieri, pomone, danzatrici, giocolieri, acrobati – sono trasformati in personaggi di molteplici storie che vengono narrate nel museo proponendo un modo non convenzionale di accostarsi all’universo poetico dell’artista.

 

 

 

 

 

{tab=Area Ragazzi}

 

 

Questa è una chiesa, o una casa?
Una volta era una chiesa,
adesso è una casa                   
dove qualcuno incontra qualcuno.
Bambini, donne, uomini,
e magari cavalli,
e magari Marino,
anzi Marino Marini,
che ha scolpito queste statue
e dipinto questi quadri.
Se c’è Marino, c’è il mare?
Il mare d’acqua no,
ma il mare del pensiero.
Questa è una chiesa,
e anche una casa,
dove qualcuno incontra qualcuno,
uomo e donna, bambina e bambino,
e ci sono anch’io, Marino,
e i miei cavalli e cavalieri,
nel mare dei vostri pensieri.

 

Puoi anche vedere la gallery su Flickr

Clicca sulla freccia del player per ascoltare l’audio

{audio}http://www.portaleragazzi.info/audio/intro marino.mp3{/audio}

Clicca qui sotto per vedere lo slideshow delle fotografie di Hideko Ashizawa

 

 

 

 

{tab=Area Insegnanti}

 

 

Per realizzare questo progetto è stato coinvolto lo scrittore Roberto Piumini, autore di numerosi libri per bambini e ragazzi. A lui è stato chiesto di dare la parola alle opere d’arte che disseminano il Museo Marini, creando così una serie di “dialoghi impossibili”.

 

Si è immaginato che le opere si animino e parlando fra loro manifestino idee e stati d’animo, rivelando al tempo stesso molte informazioni sulla loro apparenza e le ragioni del loro essere. Questo lavoro è confluito in una pubblicazione edita dal Museo Marini, dal titolo Figure con parole, corredata da una suggestiva serie di immagini fotografiche realizzate dalla giovane artista giapponese Hideko Ashizawa.


Alcuni di questi dialoghi sono stati sonorizzati per essere usati scenograficamente nel percorso del museo, come momenti che contrapppuntano la visita condotta dall’animatore: se all’improvviso le opere prendono la parola e danno voce ai propri pensieri, l’esperienza emotiva dei visitatori si arricchisce di nuove e potenti suggestioni.

{/tabs}