La Madonna della scala e la Battaglia dei centauri

Le prime opere giovanili di Michelangelo, “Madonna della scala” e “Battaglia dei centauri” sono conservate presso il Museo Casa Buonarroti. Si tratta di due opere molto diverse per tema (uno sacro e l’altra profano) e per tecnica (una in un sottile bassorilievo e l’altro in un prorompente altorilievo).

Le due opere testimoniano alcune influenze fondamentali nel giovane scultore, rispettivamente da Donatello e dalla statuaria classica ma leggiamo le schede:

Michelangelo Buonarroti
Madonna della scala, 1490
Marmo cm 56,7 x 40,1
Firenze Casa Buonarroti

La data del rilievo, considerato anche dal Vasari, opera dell’adolescenza del Maestro, è stata ed è molto discussa: pare tuttavia da confermare una collocazione intorno al 1490, prima della Battaglia dei centauri.

Il rapporto di Michelangelo con Donatello appare, già in quest’opera così giovanile, personale, intenso, senza dubbio di rottura: una rivisitazione affascinata, ma già polemica e di congedo.

Nonostante le dimensioni limitate, l’opera ha un respiro monumentale, con la figura femminile che occupa tutta l’altezza del rilievo, da un margine all’altro. Rimane ambiguo il significato sia della scala, sia dell’azione dei bambini: due in atteggiamento di danza e due che sembrano tendere un drappo dietro la Madonna. Già in questa opera dell’adolescenza si notano nell’immagine della madre una positura ed una espressione del tutto scisse dal Bambino attaccato al suo seno, e uno sguardo nel quale un’assorta assenza sembra perdersi nel presagio di future sventure, quasi che l’enigma di questo sguardo rivelasse una maternità troppo dolorosa per riuscire a concludere il proprio rapporto d’amore col figlio.


Michelangelo Buonarroti
Battaglia dei centauri, 1492
Marmo, cm 80,05 x 88
Firenze, Casa Buonarroti

Gli antichi biografi testimoniano che questo rilievo fu eseguito su un tema suggerito da Agnolo Poliziano, all’interno del Giardino di San Marco di proprietà di Lorenzo il Magnifico. Il celebre giardino si affacciava sull’attuale Piazza San Marco a Firenze ed era una “palestra di esercizio” per i giovani artisti, fra cui Michelangelo.

Il soggetto raffigurato suscita ancora dibattito: infatti il giovanissimo artista, già riferendosi ad una tematica utilizzata a Firenze nell’ultimo ventennio del Quattrocento appare soprattutto interessato a comunicare un’impressione di forza e di azione più che a illustrare un preciso episodio mitologico. Michelangelo si lasciò guidare dall’amore per l’arte classica, che per tutta la sua lunga vita fu una costante fonte di ispirazione. Il rilievo è stato lasciato incompiuto dallo scultore a causa della morte, nella primavera del 1942, di Lorenzo il Magnifico.