Dalla tribù del pollice alla tribù del 'mio'click

Quanto sei PAnalisi dei dati ricavati dal Questionario “Quanto sei P:?”
Pensando ai bambini ed ai ragazzi di oggi che trascorrono di fronte agli schermi ed immersi nelle nuove tecnologie una buona parte del proprio tempo libero, ci rendiamo conto come non sia più sufficiente che i genitori, gli insegnanti e le istituzioni si interroghino semplicemente sugli effetti di televisione, computer, cellulari, videogiochi nel processo di crescita dei piccoli, ma, come molti sociologi hanno evidenziato su ciò che i bambini fanno con vecchie e nuove tecnologie.

L’immagine dei bambini con il telecomando in mano, sprofondati nel divano assorti nella visione dei programmi tv preferiti oppure delle dita che freneticamente si muovono per sui piccoli tasti del cellulare per scrivere sms descrivono quella che è stata chiamata “tribù del pollice”, ma che già rapidamente si appresta ad evolversi in forme diverse per la continua evoluzione tecnologica.

E’ proprio in quest’ottica che possiamo analizzare i dati emersi dal questionario sulle nuove tecnologie(computer, internet etc) proposto dal Portale Ragazzi dell’Ente Cassa di risparmio, nel contesto del concorso “Quanto sei P:?”.
Al questionario, che proponeva domande per vagliare la conoscenza informatica e per sondare le abitudini e le preferenze “tecnologiche”, hanno risposto 197 bambini e ragazzi fiorentini dai 7 ai 14 anni, di cui 99 femmine e 98 maschi.
Il quadro che ne emerge mette in evidenza una “tribù” di bambini familiarizzati alle nuove tecnologie che trascorrono sempre più tempo di fronte al computer per giocare, navigare su internet, comunicare con gli amici, una popolazione che, potremo definire, vive di “click” veloci, personalizzati e non sempre consapevoli, come mostrano le domande di conoscenza informatica, alle quali la maggior parte del campione ha risposto correttamente (forse con l’aiuto di un adulto sperando di vincere il concorso), pur mostrando delle incongruenze .

Un click come velocità nell’utilizzo del computer il 52 % del campione trascorre davanti al computer meno di un’ora al giorno mentre il 28% per due ore ed il 20% per più di due ore. Una velocità che è data dalla giovane età del campione di riferimento dai 7 ai 14 anni, per cui a fianco del tempo trascorso al pc vi è il tempo passato davanti alla tv o dedicato al gioco. Come si nota e, proprio con tendenza inversa rispetto alla tv, il tempo di utilizzo del pc aumenta all’aumentare dell’età, infatti se nella fascia d’età 7-10 anni l’81% trascorre meno di un’ora al pc, nella fascia 11-14 anni il 38% trascorre meno di un’ora, il 31% 2 ore e il 26% più di due ore.

Un click che sembra voler affermare “è mio”, come avviene nelle prime fasi evolutive dei bambini, infatti 86 % del campione possiede un proprio indirizzo di posta elettronica (spesso richiesto per registrarsi a siti anche di giochi o a vari servizi web) rivendicando uno spazio di “libertà di azione e comunicazione” e ma anche di “proprietà” fin dalle più tenere età. Avere un’e-mail per questi bambini e ragazzi significa rispettare la parola d’ordine del nostri giorni “comunicare con gli amici in tempo reale”, desiderio che viene ancor più esaudito dalle chat, nate prevalentemente per un pubblico adulto e che ora si sono diffuse a macchia d’olio tra i giovanissimi, come dimostra il 60% del campione, prevalentemente nella fascia d’età 11-14 che le utilizza, prediligendo Msn ed a seguire Skype. Un atteggiamento da adulti che cela fortunatamente contenuti da bambini infatti attraverso le chat la metà di chi le utilizza si scambia materiale di studio e di svago.

Svago che si traduce nella dimensione del gioco come primo approccio alla tecnologia, per queste fasce d’età, infatti elencando quali programmi conoscevano, la maggioranza ha risposto al primo posto scrittura e videogiochi, seguiti da musica e video, browser internet e fotoritocco e disegni. Tuttavia, sebbene il computer connesso ad internet sembri considerato alla stregua di una grande piattaforma per i videogames, l’attività di svago attraverso le tecnologie non si ferma qui, anzi si dipana in un continuo intreccio tra cellulare-pc-internet per fare, vedere, modificare foto e video.

La velocità dei click infatti si gioca sui tasti del telefonino ancor più che sulla tastiera del pc, basti pensare che il 73% del campione già ne possiede uno preferibilmente con questi requisiti: fotocamera, mms, bluetooth, infrarossi perché gli utilizzi prevalenti, assieme alle telefonate e all’invio degli sms, sono:scattare foto, filmare, registrare suoni, giocare, ascoltare file mp3 e radio.

Alla stregua dello scambio delle figurine sotto i banchi i scuola, attraverso la formula “cel’ho/manca”, i bambini di scuola elementare iniziano a scambiare con i proprio amici video, foto, mp3 con bluetooth e infrarossi tra i loro telefonini per “personalizzarli”, archiviandoli sul pc e modificandoli con programmi (70 %) per poi arrivare alle scuole medie e condividendoli sul web con il gruppo dei pari. Infatti, come mostra il campione è prevalentemente nella fascia d’età dagli 11 ai 14 anni (con eccezione per la condivisione delle foto) che si incontra il 56% del campione che scarica musica da internet, il 39% che condivide foto sul web, il 48% che condivide video sul web (You Tube, blog, Facebook), il 60% che usa le chat, il 73% che ha una pagina personale (su Msn, Facebook e MySpace) ed il 30% che ha un blog. Le femmine risultano più attive nella condivisione di foto, nel possesso di pagine personali sul web e soprattutto nello scrivere il proprio blog, mentre nell’utilizzo delle chat maschi e femmine si equivalgono.

La fotografia della “tribù del mio click” che emerge da quest’analisi mostra in evoluzione bambini che iniziano dalle scuole elementari ad appropriarsi ed a socializzare con ed attraverso le nuove tecnologie in un processo di continuità tra televisione, telefonino, computer, videogiochi, in cui imparano il funzionamento e diventano esperti più con l’utilizzo assiduo piuttosto che con l’insegnamento di un adulto.

Dall’appropriazione fisica di un cellulare o di un computer che la maggior parte dei bambini sperimentano si passa con il crescere ad una appropriazione di contenuti: foto, testi, video e ad una personalizzazione di questi affinché si possano condividere e scambiare attraverso i molteplici mezzi, che diventano strumenti di socializzazione, con il gruppo dei pari.

Dunque, riflettendo sui dati analizzati, potremo descrivere quasi un percorso ideale che porta i giovanissimi dall’ essere “bimbi cyborg” ovvero familiarizzati alle nuove tecnologie che imparano ad utilizzare per imitazione e spesso inconsapevolmente, poiché si trovano ad essere contornati da queste fin dalla nascita, al diventare una vera e propria “generazione digitale” di adolescenti che non possono fare a meno dei propri supporti dall’i-pod, al cellulare, al computer poiché le loro abitudini relazionali, comunicative ed i bisogni di svago si muovono attraverso questa rete.