Che idea abbiamo dei Robot in Europa?

Durante la prima settimana di novembre si è tenuta a Tokyo la “IEEE/RSJ International Conference on Intelligent Robots and Systems – IROS 2013” ed il 7 novembre la esponente EU Cécile Huet ha presentato durante un workshop lo studio del quale proponiamo la presentazione completa ed una breve sintesi: “Understanding Robotics and Public Opinionn: Best Practices in Public Science Communication and Online Dissemination“, dove vengono esposti i risultati di una interessante ricerca che ha coinvolto i cittadini dell’Unione Europea e vengono proposte alcune “buone pratiche” nell’ambito della comunicazione scientifica, come ad esempio la settimana europea della robotica (euRobotics Week) cui PortaleRagazzi.it partecipa in collaborazione con la Biblioteca delle Oblate di Firenze (Robot@School alle Oblate).

znap_bigNell’ambito dell’Agenda Digitale dell’Unione Europea, Cécile Huet è responsabile della sezione dedicata alla robotica della Direzione Genereale Reti di comunicazione, contenuti e tecnologie (CNECT) ed ha seguito il progetto che nell’arco del 2012 ha portato ad intervistare 26.751 persone in 27 paesi membri UE.

Oggetto dell’intervista la percezione della robotica da parte delle persone, della “gente”, e come questa percezione è influenzata da timori ed idee poco chiare, o sbagliate, con il fine di comprendere meglio come l’opinione pubblica possa più agevolmente accettare la futura “convivenza” con i robot.

La presentazione è in lingua inglese ed abbastanza lunga (una trentina di slides), ma è veramente interessante, ricca di curiosità e spunti di riflessione; nel seguito riportiamo solo alcuni dei risultati della ricerca con lo scopo di incuriosire e stimolare l’approfondimento.
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Rispetto al 2010, nel 2012 risulta ridotto l’interesse nei confronti della scienza in genere.

Mostrando agli intervistati due foto, una con un robot industriale ed una con un robot “di cortesia”, è risultata “più confortevole” l’idea di robot corrispondente al primo dei due. In generale della robotica si ha comunque una visione positiva e si ritiene potenzialmente utile e “positiva” per la società.

Alcune mappe d’Europa mostrano, stato per stato, cosa gli intervistati pensano in merito al fatto che i robot possano effettivamente “rubare” posti di lavoro, quanto siano ben accetti e considerati necessari laddove si occupano di attività fisicamente faticose e pericolose per la salute dell’uomo, di quanto in generale le tecnologie robotiche richiedano una gestione ed uno sviluppo prudente.

Circa la metà degli intervistati si sentono a loro agio con robot che assistono e agevolano il lavoro; in ambito sanitario quasi un quarto è disposto a sottoporsi ad operazioni con l’ausilio di robot.

Quasi il 90% degli intervistati non è disponibile all’idea di seguire ed assistere bambini o anziani con l’utilizzo di robot…

Nelle conclusioni si osserva che i cittadini del nord Europa hanno una migliore propensione nei confronti dei robot rispetto al sud Europa; stimolare l’interesse nei confronti delle scienze applicate ha impatto positivo nella percezione dell’utilità dei robot, ma putroppo l’interesse per la scienza scende attraverso tutta Europa. Rimane molto diffusa l’idea che i robot sottraggono posti di lavoro,ma chiunque ha avuto occasione di avere a che fare con i robot, dall’aspirapolvere all’automazione industriale, l’attitudine si modifica e la percezione positiva incrementa.

Di Stefano Errico

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