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Pagina 1 di 6 Introduzione generale
In generale, ogni tipo di albero ha le sue esigenze ben precise, tanto che a seconda del tipo di bosco presente su un territorio si può dedurre quale sia il tipo di suolo e quale il clima (vedi introduzione generale ai percorsi).
La Regione Toscana, oggi come ieri, appare ricca di foreste. Che lo fosse un tempo appare evidente facendo riferimento alle opere del passato: lo stesso Dante Alighieri definisce il luogo in cui ha inizio il suo viaggio ultramondano “selva selvaggia e aspra e forte / che nel pensier rinnova la paura” riferendosi alle foreste che all’epoca ricoprivano le vaste aree collinari e montane interne o del litorale toscano. E la conoscenza di quali specie fossero presenti è ricavabile tramite i vecchi diari di viaggio, i dipinti, gli erbari, gli oggetti in legno realizzati dagli artigiani del passato. Ma quanti sono i boschi oggi esistenti e da che specie sono formati?
Quali boschi ci sono in Toscana
Il territorio della Toscana è caratterizzato da una grande varietà di ambienti, dai paesaggi alpini delle Apuane, alle montagne dell’Appennino, alle coste rocciose e spiagge sabbiose. Nonostante sia una regione prevalentemente collinare e caratterizzata da importanti tradizioni agricole, vanta una elevata superficie coperta da boschi e vegetazione arbustiva tanto da farla annoverare una fra le regioni più boscose d’Italia. Assomma, infatti, sia specie tipiche dell'aree montana e alpina, che specie spiccatamente mediterranee, dando luogo ad un panorama naturale assai vario.
La vegetazione predominante lungo la costa toscana, dalla Versilia al grossetano, e le isole è quella della macchia mediterranea. Si tratta di una formazione vegetale in cui prevalgono arbusti, alberi di piccola e media grandezza con specie che si adattano bene alla siccità (specie xerofile) e alle alte temperature (specie termofile) come alloro, corbezzolo,pino mmarittimo e pino domestico,leccio, sughera,ginepro,mirto e lentisco. La macchia ricopre aree estese della Maremma, delle Colline Metallifere, le propaggini del Monte Amiata e le isole dell'Arcipelago Toscano.
Salendo di quota si incontra una tipologia di vegetazione che contraddistingue invece le zone più interne, collinari, ma sempre caratterizzate da un clima temperato, in particolare nelle province di Grosseto, Siena, Arezzo e Firenze. Le specie più comuni sono rappresentate dalle querce decidue e le due specie prevalenti sono Cerro (Quercus cerris) e Roverella (Quercus pubescens), con cui spesso si mescolano aceri e carpini. Altra tipica specie molto presente e quasi divenuta un simbolo per la Toscana è il cipresso, presente dal litorale tirrenico alle zone collinari interne. Il cipresso nell’immaginario popolare è un albero legato ai cimiteri; per tale motivo è stato da sempre considerato sacro ma allo steso tempo lugubre. In Toscana questo significato è stato perso ed il cipresso è diventato un elemento distintivo del paesaggio per gli indubbi effetti ornamentali nella decorazione di viali, colline e ville private.
Le regioni appenniniche, localizzate lungo la dorsale che cinge la Toscana da sud-est a nord-ovest e protetta dai venti freddi invernali provenienti dal continente asiatico e dal nord Europa, costituiscono la parte montana della Regione Toscana. I rilievi, con vette che spesso raggiungono i 1000 metri, divengono mano a mano più acclivi e duri nei profili muovendosi da sud verso le Alpi Apuane per effetto del substrato roccioso, che diviene in prevalenza calcareo-marnoso e quindi dotato di una maggiore resistenza all’azione erosiva degli agenti atmosferici.
I tipi di boschi che dominano le montagne della regione sono due: i castagneti, nelle aree più basse e caratterizzate da scarsa siccità estiva e temperature più favorevoli alla produzione di legname, spesso affiancati nelle esposizioni più soleggiate da boschi misti di latifoglie caratterizzati da una notevole mescolanza di specie, e le faggete, alle quote più elevate caratterizzate da abbondanti piogge, assenza di siccità estiva ed elevata umidità atmosferica. In queste aree di alta montagna il fattore limitante è rappresentato dalle basse temperature, che impedisce la crescita di alcune specie vegetali. In questa zona, vegetano specie mesofile e igrofile come appunto il Faggio, l’Abete bianco, l’Acero montano (Acer pseudoplatanus), l’Acero riccio (Acer platanoides), il Tiglio (Tilia platyphyllos), l’Olmo montano (Ulmus glabra) ed il Frassino maggiore (Fraxinus excelsior).
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